441) Storia di Claudia

ciao veronica, sono capitata per caso oggi sul tuo libro perchè a fine giugno devo sottopormi al fivet e mi stavo informando su internet sulle procedure dell’intervento.
non vedo l’ora che mi arrivi, sono curiosissima di leggerlo!
ora ti racconto la mia storia…
ho sempre avuto dolori allucinanti durante i primi giorni del ciclo, tanto da imbottirmi sempre di pastine per allietare il dolore.
naturalmente a tutte le visite ginecologiche a cui mi sono sottoposta non risultava niente…
poi ho conosciuto francesco a gennaio del 2006 e il nostro amore è stato fin da subito unico e speciale tanto che ad ottobre siamo andati a convivere.
lui fin da subito aveva l’intenzione di avere un figlio, ma io dato che avevo fatto tanti sacrifici con l’università preferivo prima sistemarmi con il lavoro e quindi gli ho chiesto di aspettare…
poi abbiamo deciso di sposarci a maggio del 2009 e così un mese prima, ovvero ad aprile ho fissato la visita dall’ennesimo ginecologo visto che anch’io avevo finalmente deciso di diventare mamma.
da quel giorno è iniziato il nostro calvario.
il ginecologo mi ha trovato una ciste nell’ovaio, ma dato che sapeva che presto mi sarei sposata mi ha detto di rimandare il controllo della ciste a dopo il viaggio di nozze.
siccome non ero molto tranquilla ho parlato con mio cognato che è medico di famiglia e mi ha mandato da una sua collega ginecologa.
ogni settimana mi ha fatto l’ecografia visto che la ciste, a suo dire aveva un aspetto un pò strano…
fatto stà che il matrimonio e il viaggio di nozze sono trascorsi.
tornati ho rincominciato il giro di ecografie.
a luglio la ginecologa mi ha fatto fare una visita specialistica da un ulteriore collega la quale ha notato tracce di endometriosi, consigliandomi di cercare di rimanere incinta entro i sei mesi successivi, altrimenti mi sarei dovuta mettere in lista per l’operazione!
a questo punto, mia zia tramite amicizie varie è riuscita a fissarmi un appuntamento con un ulteriore ginecologo il quale dopo avermi visto la cisti ha deciso di operarmi con urgenza in quanto c’era il rischio di una cisti tumorale.
così ho incominciato a fare tutti gli esami necessari per l’operazione, ovvero risonanza, colposcopia, ecc, ma da nessun esame è risultata l’endometriosi.
in data 23 settembre mi sono recata all’ospedale per rimuovere la cisti dall’ovaio in laparoscopia, con il rischio di rimuovere l’ovaio stesso.
al mio risveglio dall’operazione, con un taglio di 20 cm nella pancia  sono venuta a conoscenza di quello che mi era successo.
durante la laparoscopia il ginecologo ha dovuto chiamare d’urgenza il chirurgo in quanto ero piena di endometriosi, fino nel retto.
il chirurgo ha dovuto deviare in laparotomia ed era intenzionato a farmi la deviazione del retto, ma il ginecologo, dopo aver comunque chiesto il consenso a mio marito, glie l’ha impedito, dato che per me sarebbe già stato traumatico svegliarmi con il taglio nella pancia a fronte dei tre buchini prospettati, rimandando in un eventuale secondo momento il tutto.
oggi, come ti dicevo prima sono il lista per la fecondazione in quanto un dottore ha riconosciuto la gravità del mio caso e data la mia età, 30 anni, ha deciso di sottopormi al ciclo tramite mutua, anche perchè per noi il pensiero di sborsare € 5.000 a volta sarebbe stato molto traumatico, anche se per avere mio figlio sarei disposta a tutto.
non voglio illudermi, perchè sò che non sempre riesce, ma spero davvero un giorno di diventare mamma anch’io!!!
mi sento in colpa per tutta questa situazione perchè poi mio marito è più giovane di me e il pensiero dell’eventualità di non potergli dare un figlio mi fa stare male, anche perchè poi penso che se non avessi aspettato forse non mi sarei trovata in questa situazione.
ma visto che con i se e con i ma non si va avanti oggi spero più che mai che giugno arrivi in fretta e mi porti buone notizie.
ciao veronica e grazie!
Claudia

Ciao Claudia, mi ripeterò forse … ma mi raccomando, cerca di farti seguire da centri specializzati in endometriosi, soprattutto se dovrai subire resezioni intestinali o stimolazioni ormonali per la fivet.
E’ molto importante che chi ci opera sia davvero esperto di endometriosi, altrimenti si rischia di andare sotto ai ferri ripetute volte e di avere una qualità di vita pessima.
Fammi sapere di dove sei … vediamo se riusciamo a trovare un centro pubblico (i privati non li indico mai perchè ritengo che la salute non si debba pagare) vicino a te.
In bocca al lupo per tutto, sei giovane, vedrai che il tempo sarà dalla tua parte!
Vero

440) Storia di Federica

 

Per la prima volta dopo anni e anni provo a mettere per iscritto la mia storia…

I miei malesseri legati al ciclo li ricordo addirittura fra i banchi di scuola….dolori che nel corso degi anni sono sempre andati peggiorando fino a rendermi la vita impossibile…

Dai 18 anni in poi avere il ciclo per me era un incubo….dolori atroci….

fitte che mi facevano “piegare”

nel senso letterale del termine…

un dolore così intenso, così lacerante da rendere impossibile qualunque attività quotidiana.

Così sono iniziate le mie indagini,visite,ecografie,esami….ma nulla…per i medici non avevo alcun problema…

solo qualche ciste…( dall’età di 13 anni mi hanno messo sotto diane per ovaio policistico)secondo loro ero io che avevo una bassa sopportazione del dolore…in fondo tutte le donne hanno mal di pancia ma non si lamentano….ecco cosa mi sono sentita dire!

Gli anni passano…nel frattempo cambio mille ginecologi con la speranza e l’illusione di trovare prima o poi quantomeno qualcuno disposto a credere al mio dolore…

ma nulla….oltre al mio dolore fisico mi portavo dietro anche una lunga lista di umiliazioni , addirittura ad una delle tate visite la risposta è stata:

“prenda un po’ di Lexotan e vedrà che andrà meglio”.

Sono arrivata al punto di prendere un appuntamento da una psicologa per cercare di capire se ero davvero un’ipocondriaca…se era possibile che io sentissi un male immotivato..

Una notte mi sveglia un dolore ancora più forte…esteso…difficile da descrivere…non riuscivo nemmeno a parlare dal male…

Ricovero immediato ma anche stavolta nulla…..tutto a posto……..ma forse c’è una cistina…bah proviamo a toglierla….

Esco dalla sala operatoria senza un’ovaio e senza una tuba….il ginecologo dice che è scoppiata un’ovaia e ne ha trovato tracce persino nell’intestino…

Quello che ha visto nel mio intestino era l’endo che si era infiltrata …ma nemmeno aprendomi hanno capito cosa avessi..

Intanto tentativi per rimanere incinta…dolore sempre uguale…stimolazioni ovariche…e tutto questo che noi sappiamo bene…

Finlmente nel 2006 ho trovato un ginecologo che ha capito il mio problema…

Intervento di 10 ore endometriosi ovunque…esco dalla sala operatoria con ileostomia, ossia “il sacchetto”.

Mi dicono però che sarà solo per un periodo…ma l’endo ha attaccato anche un punto di intestino non suturabile….quindi se andasse avanti e dovessi tagliare l’intestino in quel punto…il sacchetto sarà per sempre….

Ho sempre pensato, sin da piccola, che la cosa più brutta per me sarebbe stata quella di non poter diventare madre.. e il destino ha colpito proprio lì…

 

Oggi..trascorsi 4 anni dall’ultimo intervento…sono una donna serena e

consapevole di quanto mi sia accaduto..

Ho deciso di non sottopormi ad accanimenti per avere un figlio…di non

mettere ancora una volta il mio fisico in difficoltà.

Il ciclo non ce l’ho più…figli non ne avrò…..nonostante questo mi sento

donna al 100%…e per nulla diversa da altre donne.

Non mi sento una donna menomata, pur avendo il 67% di invalidità.

Ho lavorato molto su di me per giungere a questo, ho elaborato molto,sofferto,

non è stato per nulla un percorso semplice ma ho

capito la felicità dipende solo da noi, bisogna trovare dentro di noi la

forza di essere felici

anche quando la vita prende strade diverse da quelle che avevamo programmato.

Quando riusciamo ad accettare questo non ci sentiamo più addosso quell’essere

diversa..quell’essere sfortunata o vittima di qualcosa.

…e così la vita inizierà a regalarci qualche sorriso…

Un abbraccio Veronica e grazie

Fede

Cara Federica, ne vorrei ricevere tante di mail come la tua, con un grado di consapevolezza così alta e con un ottimismo così nitido.
Esperienze come la tua fanno riflettere e fanno ridimensionare la nostra condizione.
Grazie per averla condivisa con noi, credimi, ci ha fatto bene leggerla.
In bocca al lupo cara … e che la vita ti riservi tante belle sorprese!
Vero

439) Storia di Sara

Salve, mi sento un pò a disagio a parlare dei miei problemi, ma dopo aver letto il tuo libro cara Veronica mi sembrava doveroso lasciare almeno una piccola testimonianza… Prima di tutto voglio ringraziarti, leggere quello che hai scritto è stato quasi catartico, è bello sapere che ci sono persone che capiscono fino in fondo la mia sofferenza silenziosa… Soffro di endometriosi da sei anni… ho subito interventi chirurgici e cure strazianti, praticamente inutili… il dolore è sempre lì e io continuo a sentirmi inadeguata come donna e sopratutto come moglie (i rapporti intimi con mio marito sono praticamente inesistenti a causa dei miei dolori) e a volte anche paradossalmente colpevole… sono stanca, ma sono anche molto felice, perchè dopo aver tanto lottato, dopo un’attesissima gravidanza trascorsa immobile con terapia endovenosa continua e terminata con un cesareo pieno di serie complicazioni, sono riuscuta a mettere al mondo la gioia della mia vita, il mio dono più grande e questo è meraviglioso e offre, credo, una speranza a tutte noi… mi dispiace però  che la mia piccola debba vedermi star male così spesso… Ora sto cercando di seguire i consigli alimentari che ho trovato sul libro e sul sito e di cui finora non sapevo assolutamente nulla… vorrei riuscire a tenere sotto controllo almeno i dolori… Ti abbraccio con affetto e ti ringrazio ancora per tutto quello che fai!
Sara

Grazie Sara per averci raccontato la tua testimonianza, soprattutto perchè come dici, ti senti un po’ a disagio. Lo comprendo, non è facile seppur dietro all’anonimato di un video, raccontare cose così personali.
Ma è sempre molto bello, apprendere che alcune di noi ce la fanno a diventare mamme. E spero che queste notizie vadano a dare energia e carica a chi non smette mai di sperare.
Un abbraccio
Vero

438) Storia di Martha di Gorizia

 

Ciao Veronica, ti ringrazio per avermi spedito il libro (non vedo l’ora di leggerlo)….visto che ci sono ti racconto un pò la mia storia e se posso ti chiedo qualche informazione.

Ho 32 anni (33 ad ottobre), sposata da ottobre 2008, periodo in cui io e mio marito decidiamo di avere un bimbo….da sempre mestruazioni regolari, dolori penso “normali” ma come fare a dirlo? Mi è sempre stato insegnato che le mestruazioni sono dolorose e quindi non ci ho mai fatto caso…unica cosa che mi dava parecchio disturbo erano delle fitte e bruciori al fianco destro..ma anche dopo numerose visite ginecologiche e ecografie tutti mi dicevano che non era nulla…..Finchè a marzo 2009 ad una visita di routine, la dottoressa mi dice che ho una cisti di 8 cm all’ovaio destro…le chiedo spiegazioni e mi dice che potrebbe essere tutto e niente e che comunque è da togliere, forse tutto…(tutto che?)…Allora cambio medico perchè mi ha fatto prendere un colpo e non mi ispirava fiducia…dunque nuova visita e mi viene confermata la presenza della cisti, quindi mi prescrive risonanza e esame ca125, spiegandomi che potrebbe essere endometriosi. Endometriosi? ma che cavolo è….possibile che in tutte le visite ginecologiche ti fanno fare pap-test, tamponi ecc…ma nessuno mai ti accenna a una malattia così frequente tra le donne? In conclusione…ad aprile (un anno fa esatto) mi opero in laparoscopia…tolta mezza ovaia e la tuba destra.-endometriosi di IV° grado confermata…Continuo ad affidarmi al mio ginecologo (che è quello che mi ha operata), a giugno faccio una risonanza di controllo che vede la formazione di una nuova cisti di 4 cm sempre all’ovaio destro…

Ad ottobre inizio la stimolazione ormonale “per aituare” la cicogna…..da quel periodo ad oggi continuo a fare visite periodiche ma niente da fare nessuna gravidanza..ogni mese la solita delusione, il ciclo però che è sempre stato regolare mi ritarda ogni mese di 2 giorni..arrivando fino a 36 gg, dolori sempre presenti, durante l’ovulazione, prima, durante e dopo il ciclo….in più ho sempre una febbriciattola (a volte arriva fino a 38) che mi causa non pochi disagi….

Ultima visita mi cascano le braccia perchè il ginecologo mi dice….”continuamo a provare ma con l’endometriosi sarà dura”..ma cavoli cosa mi fai fare le stimolazioni per 6 mesi e poi mi dici così?

Ieri sono andata a fare una visita per eventualmente affidarmi alla PMA….il medico mi ha prescritto esami ormonali, infettivi, prenatali per vedere la situazione ma per quanto riguarda l’endometriosi niente…..!!!! Ora sono decisamente spiazzata, non so come comportarmi…pensavo di prenotare una visita specialistica a Verona, ho il numero del cup ma non so bene con chi prendere appuntamento…tu sai darmi qualche suggerimento?

Mi sento così confusa, sola e frustrata, arrabbiata….., leggendo le vostre storie mi rivedo in molti aspetti, mi sento un pò meno sola e anche confortata perchè qualcuna c’è la fatta….

Grazie per il “lavoro” che fai,grazie di cuore…
Martha

 Ciao Martha … purtroppo stai pagando quella che è l’ignoranza che ruota intorno a questa patologia anche in campo medico. 

E’ molto pericoloso fare mesi di stimolazione ormonale con l’endometriosi al 4 stadio, perché purtroppo questa malattia si nutre di ormoni e in alcuni casi, fare stimolazioni (soprattutto senza continui controlli) fa peggiorare la nostra condizione.

 Il centro di Verona è senza dubbio uno dei più specializzati in endometriosi. Hanno un’equipe multidisciplinare che ti segue in ogni campo (urologo, gastroenterologo, nefrologo, chirurgo ecc). 

I tempi di attesa forse sono un po’ lunghetti … e so che prendere la linea per prenotare una visita è un’impresa ma non demordere. 

Il primario è il dott. Minelli lo puoi ascoltare in questo video http://www.youtube.com/watch?v=BRUMdO6IPYQ  … è un video un po’ casalingo, a giorni uscirà quello ufficiale con un audio migliore e soprattutto completo.

Sempre al Negrar chiedi informazioni anche per la PMA … forse ora non la trattano più (essendo un ospedale dall’orientamento cattolico) ma la dott.ssa Pomini potrebbe indirizzarti al meglio.
Spero di esserti stata un poco di aiuto. In bocca al lupo e facci sapere!
Vero

437) Storia di Francesca di Reggio Emilia

 

Ciao Veronica sono Francesca della provincia di Reggio Emilia.

Ho appena finito di leggere i tuoi 2 bellissimi libri e ti faccio i miei più sinceri complimenti. Li ho letteralmente divorati: mi hanno fatto commuovere, piangere e sicuramente riflettere sulla grande fortuna che ho avuto io, nonostante abbia conosciuto questa malattia e sofferto tanto … Con la mia storia vorrei dare un po’ di coraggio alle ragazze che purtroppo stanno soffrendo a causa di questa brutta bestia chiamata ENDOMETRIOSI e, visto che la leggerà sicuramente, vorrei rassicurare la mia “Tata Gio” – ossia mia sorella gemella, che tra l’altro ti ha già scritto nel blog – che ci vuole tanta pazienza, ma sono sicura che riuscirà a “sconfiggere” questa malattia e a realizzare il suo grande sogno di diventare mamma.

Nel 2001 e nel 2003 sono stata operata in laparoscopia per l’asportazione radicale delle cisti endometriosiche e dei noduli che avevo nell’ovaio sx, nella vescica, nel retto e nel Douglas.

Sono stata operata a Negrar (Verona): questo centro specializzato e i Dottori che mi hanno seguita sono stati veramente importanti per me (soprattutto il Dott. B. che non smetterò mai di ringraziare).

Dal 2003 (anno in cui mi sono sposata), desiderando tanto una gravidanza, mi sono messa “all’opera”, ma i mesi e gli anni passavano e l’angioletto che era lassù non arrivava mai … Sapevo benissimo che la causa ero io e anche se mio marito non me l’ha mai fatto pesare, i sensi di colpa erano tantissimi visto che anche lui desiderava tanto avere 2 bambini che avremmo chiamato Giulia e Matteo (fin da quando ci siamo conosciuti nel 1998 abbiamo sempre parlato di loro chiamandoli per nome !!!).

Ho sofferto tanto, ogni mese piangevo, vedevo le amiche e le colleghe con i pancioni e mi chiedevo perché era così difficile rimanere incinta; le solite domande dei parenti (“allora quando arriverà la cicogna a casa vostra???”)…

Ogni tanto, se avevo dei mesi con dei piccoli ritardi, correvo in farmacia per prendere il test di gravidanza: naturalmente risultava negativo e soffrivo ancora di più… E poi le solite frasi: “Ci pensi troppo, vedrai che se ti rilassi, quando meno te l’aspetti, arriverà ….” (Quanto le odiavo !!!) E poi devo dire che nel mio cammino è entrata Santa Lucia che in qualsiasi momento, importante e non, della mia vita, dimostrava di essermi vicina e so che, grazie a Lei e ai segnali che mi mandava, è arrivata prima Giulia e poi Matteo. GRAZIE ANCHE A TE SANTA LUCIA !!!

Adesso sono tanto felice, ma capisco benissimo tutte quante voi, capisco quanto state soffrendo, capisco com’è dura affrontare tutto ciò, come si sta male (fisicamente e moralmente) ed è per questo che VI FACCIO UN GRAN “IN BOCCA AL LUPO” perché la fortuna (e l’aiuto di chi ci guarda da lassù) che ho avuto io possa arrivare presto anche a voi. Ve lo auguro con tutto il cuore.

FORZA RAGAZZE !!! E NATURALMENTE: FORZA TATA GIO (TI VOGLIO UN MONDO DI BENE!!!!!) P.S. Grazie Veronica per quello che stai facendo per tante ragazze !!!

Ciao Francesca … sto cercando di ricordare … credo di aver capito chi sia tua sorella, se non sbaglio mi aveva parlato di te.
Mi dispiace tantissimo sapervi unite anche in questo … ma spero di cuore che i tuoi piccoli bimbi possano renderla una zia felice e orgogliosa.
Grazie Francesca per averci raccontato la tua storia … sono certa che darà speranza a tante di noi.
Un bacio grande, saluta Gio.
Vero

436) Storia di Dada

Ciao Veronica,
 
è da un po che non ci sentiamo! Ti scrivo per dare delle ultime notizie che forse vorresti mettere sul blog x dare corraggio alle ragazze!
Come sai sono stata operata per una seconda volta di endometriosi inizio dicembre scorso. Mi hanno tagliato un pezzo di vescica con laparoscopia e mi sono rimessa abbastanza rapidamente.
Questa volta pero il dottore mi ha lasciata senza pillola nè menopausa temporanea sapendo il mio desiderio di gravidanza.
 
Metà gennaio, durante un viaggio di lavoro ad HongKong mi preoccupavo di un un ritardi di 2 settimane e mezzo del ciclo… e non avrei mai pensato che.. e invece si, ho fatto il test di gravidanza ed ho scoperto di essere incinta… non ti dico che gioia..ho pianto tutta la notte …
Ora sono arrivata al quarto mese di gravidanza e vorrei dire alle ragazze che hanno attraversato questo che c’è speranza! Conosco altre 2 ragazze che anchè loro, subito dopo l’operazione sono rimaste incinte.
 
Spero che questa fortuna sarà data anchè a tutte voi.
Quello che posso dire è : Si, si puo essere piu forti del endometriosi!!
 
un abbraccio
 
Dada

Corro a pubblicare il tuo aggiornamento carissima Dada … e lo faccio con piacere sperando che sia di buon auspicio per tutte le ragazze che in questo periodo stanno tentando di realizzare il loro sogno.
Buona Pasqua carissima, una carezza sul tuo pancino e grazie per esserti ricordata di noi.
Vero

435) Storia di Sara di Milano

GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE!
Come prima cosa é doveroso x quello che hai fatto e stai facendo x tutte noi!
 
Passo alle presentazioni visto che é la prima volta che ti scrivo.
Ho letto entrambi i tuoi libri: lacrime a go go….ma anche una sensazione di essere finalmente capita.
Io mi chiamo Sara, abito in provincia di Milano (in un piccolo paesino), come te sono nata nel 1972 a maggio e come te sono affetta da endometriosi al 4° stadio.
Ho un bimbo meraviglio é un bimbo “DI CUORE” non di pancia..ma mi ha fatto dimenticare almeno in parte cosa sia l’endometiosi.
Io ho avuto una grossa fortuna (come dici tu bisogna vederla anche sotto altri aspetti), sapevo ancora prima di sposarmi che avrei avuto delle grosse difficoltà a restare incinta (anche se i ginecologi mi dicevano:non ti preoccupare si fa un’inseminazione ed é fatta!).
Porca miseria! Ho capito solo dopo di cosa stavamo parlando!!!
Partiamo dal presupposto che ne io ne mio marito siamo mai stati x l’accanimento terapeutico. Fortunatamente non ho mai avvertito la necessità di vedermi con la pancia e quindi di partorire. La mia endometriosi mi procura davvero parecchi dolori e forse incosciamente quelli del parto me li volevo evitare…boh!
Comunque come scrivi tu nel libro, non volevo arriva un giorno a 50 anni e dovermi rimproverare nulla. Volevo sentirmi a posto con me stessa e dire: le ho tentate tutte.
Risultato: 1 ICSI in Italia e 3 in Austria (da quello che descrivi tu nel libro, nello stesso posto; Krupemdorf).
La differenza con te é che io in Austria mi sono sentita amata, coccolata, rispettata. Forse sono andata in un periodo (estivo) dove non avevano molta fretta (anche se era pieno di gente, tra l’altro italiana).
Ho avuto anch’o la prima volta il problema della puntura alla 7:00 della mattina, é venuta l’infermiera in hotel a farmela. Che dire!
Dopo ho imparato a bucarmi la pancia da sola, la forza la trovavo immaginando il mio SOGNO.
Nonostante 3 tentativi falliti, oggi se qualcuno mi chidessi consigli su dove recarsi per la procreazione assistita, ancora direi AUSTRIA.
Sarà che mi sono trovata meno peggio? Io in Italia sono stata trattata come uno schifo!
A Monza (MI) dove lavora il mio ginecologo. Mi hanno fatto il transfer mentre parlavano al cellulare e una volta fatto: signora si muova abbiamo finito!
Oggi sono serena! Sempe vigile perché come dici tu, mi fanno sorridere quelle che sostengono: anch’io l’ho avuta! Tra queste una mia collega alla quale ho prestato il tuo libro.
Io non guarirò, avrò sicuramente un angioletto in cielo.
Mi sono operata per fortuna solo 2 volte. Una nel ’94, laparascopia trasformatasi in laparatomia per cisti di 5 cm. (tolta mezza ovaia di sinistra).
Aderenze e follicoli. Mi hanno dato una bella ripulita.
L’altro internvento nel 2003 fatto solo a scopo diagnostico x vedere le tube che sono completamente chiuse.
Ho ovviamente tutto incollato, ovaie tube intestino e utero.
Non ho grossi dolori al momento (uso naturalmente la pillola da sempre). Ho più problemi nella sfera intima dati dalla pillola.
Ma sai x questo ti viene risposto: NON PUOI PERMETTERTI IL LUSSO DI PENSARE AGLI EFFETTI COLLATERALI!
Certo! Per fortuna non ho un marito “coglione”, scua la parola!
Ho dimenticato di dirti subito all’inzio che le mie mestruazioni sono sempre stata dolorose. Dal primo menarca comparso all’età di 12 anni.
Finita un sacco di volte al pronto soccorso, con vomito, dolori e svenimenti; mi mandavano a casa dopo avermi fatto una flebo e dicendo a mia mamma di darmi un pò di cognac/alcolico (é un vasodilatatore signora, aiuterà sua figlia). Rendiamoci conto, ad una bambina di 12 anni!
Per fortuna mia mamma ha fatto l’infermiera in passato e quindi ad un certo punto (vendendomi con la febbre) ha preso la situazione in mano e mi ha portato a pagamento da un bravo ecografista. Scoperta dell’endometriosi: 22 anni!
Oggi mi trovo senza ginecologo, il mio é un gran cretino!
Cercherò informazioni presso l’APE, ho visto che la sede a me più vicina é quella di Brescia. Ho anche intenzione di recarmi a Roma x un consulto.
Bene! In sintesi questa é la mia storia, ci sarebbe da parlare x ore (ma questo tu lo sai).
Ti saluto ringraziandoti tanto x tutto.
La tua scelta di non aver seguito la strada dell’adozione ti fa onore! Bisogna essere davvero convinti, non si può essere egoisti. Questo non vuol dire desiderare meno un figlio. Vuol dire forse amarlo di più.
Ti abbraccio più forte che si possa .
GRAZIE DI CUORE VERONICA!
Ciao Sara, penso che tu sia in gamba, mi piace questo tuo senso pratico e positivo.
Si il posto in Austria era quello … è vero non mi sono trovata umanamente benissimo ma tutto sommato ho continuato a “consigliarlo” perchè mi rendo conto che, anche se non ho avuto altre esperienze, è un buon centro.
Su Roma c’è il Tor Vergata, è un ottimo centro specializzato in endometriosi PUBBLICO, perchè come dice Marisa, LA SALUTE NON SI PAGA.
Se vuoi info te le do in privato.
Su Milano lo saprai meglio di me, c’è il Mangiagalli.
Tieniti sempre controllata mi raccomando … per te e per il tuo piccolo.
Un bacio grande, e Buona Pasqua!
Vero

434) Storia di Alessandra di Torino

Ciao Veronica sono Alessandra da Torino, da anni leggo tutte le testimonianze delle ragazze e quasi sempre mi scappa una lacrimuccia, ormai sono anni che il dolore cronico mi accompagna ogni giorno nonostante i quattro interventi subiti ,l’ultimo a Negrar Verona, ma nonostante lì abbiamo fatto un ottimo lavoro i precedenti interventi mi avevano già danneggiato troppo e così il dolore si è un pò ridotto ma non è scomparso; ora sto assumendo l’estroprogestinico in continuo per evitarmi almeno il dolore delle mestruazioni. Comunque volevo scrivervi soprattutto per condividere con voi la gioia più grande che io e il mio meraviglioso marito stiamo vivendo dalla vigilia di Natale, siamo diventati genitori di Gabriele il percorso dell’adozione è stato lungo e pesante ma ci ha arricchito tanto, ci ha unito ancora di più ed ora ci stiamo mettendo alla prova per aiutarlo a crescere con i migliori valori possibili, posso dirvi che la sensazione appena l’abbiamo conosciuto, è stata fortissima speciale non la scorderemo mai….vi auguro di trovare un pò di serenità per chi sta ancora soffrendo con affetto vi saluto tutte Alessandra
Beh … iniziare la giornata in questo modo porta bene! Grazie Alessandra, a nome di tutte le ragazze che leggono questo blog.
Vero

433) Storia di Carla di Bergamo

ciao Vero,
sono Carla di Bergamo, ti ho chiesto qualche giorno fa  l’amicizia su fb e mi hai chiesto di raccontarti la storia per  “LA CAUSA”, ho deciso di farlo.
Dunque…. come molte ho sempre sofferto di dolori mestruali fortissimi (nonostante prendessi la pillola anzi quella avrebbe dovuto alleviarli…a me non faceva nessun effetto .. ..) ma non mi ha mai creduta nessuno… anche se trascinavo le gambe……. il fatto è che non mi credevano nemmeno in famiglia…quindi ho sempre pensato che fossi io a non sopportare il dolore perchè troppo debole d’animo. Senza contare poi i giorni di malattia presi dal lavoro  perchè proprio non riuscivo nemmeno a infilarmi i jeans da tanto male che avevo ad alzare le gambe e le colleghe che pensavano che non andavo perchè non avevo voglia…..(da buona figlia di terroni…non mi andava di lavorare…).
Poi c’erano i vari ginecologi a cui mi sono rivolta che confermavano il fatto che andava tutto bene, ero giovane e bella…dovevo sopportare…col primo figlio, mi dicevano, passa tutto!
Ok allora a 27 anni decido di sposarmi e mettere su famiglia.
Peccato però che a soli 4 mesi dal matrimonio, il 23 dicenbre giusto prima di natale sto malissimo, ero a casa da sola, mi sono chiamata l’ambulanza perchè qualcosa non andava dolori addominali allucinanti accartocciata su me stessa… ma senza avere le mestruazioni?! troppo strano!
così arrivo al pronto soccorsa e anche lì di nuovo non mi credono, pensano sia congestione (eravamo sotto natale avrò mangiato troppo…io quel giorno non avevo pranzato…).
Dopo 8 ore di agonia, continuamente dolorante nonostante le flebo.. finalmente qualcuno si decide a farmi un ecografia alla pancia.
E’ il panico! nella mia pancia non si vede più niente come se fosse crollato tutto… ho visto la faccia dell’ ecografo sbiancare…
Ha cominciato a urlare di farmi trasferire subito in un altro ospedale.
Così fu. Trasferita d’urgenza a Treviglio mentre io ormai esausta dal dolore, non vedevo l’ora che mi aprissero stà pancia e togliessero sto male incredibile che avevo.
Poi arrivata là mi ricordo di aver urlato ai dottori “APRITEMI LA PANCIA VI PREGO!” e poi non mi ricordo più nulla.
Operata d’urgenza alle 2 del mattino del 24/12/2007 e se si aspettava ancora un paio d’ore non ce l’avrei fatta…… così mi dissero!
So solo che mi sono svegliata 2 giorni dopo, con tubi dappertutto( naso, braccia,pancia,e costato + catetere), la pancia piena di graffette, e un tubo nelle costole, perchè oltre allo strozzamento dell’intestino(mi hanno tolto 35 cm di intestino…) lo sforzo del dolore acuto mi aveva fatto scoppiare un polmone, e di lì a poco mi dovevano rioperare anche per quello. (quindi facevo anche fatica a respirare).
Nonostante la mia pancia aperta cmq ancora non mi avevano detto che avevo l’endo.
Qualche mese dopo le mie operazioni ancora in fase di convalescenza il chirurgo che mi ha operato in urgenza (che non è un ginecologo) mi visita e mi racconta cosa ha visto la notte dell’operazione.
Allora tuba dx accartocciata un mare di aderenza organi tutti attaccati ecc… ma non essendo un ginecologo non ha toccato niente per non creare rischi visto che l’urgenza era l’intestino in necrosi e l’infezione che mi stava mandando all’altro mondo.
Quindi mi rimanda a farmi vedere da un bravo ginecologo perchè PENSA possa essere endometriosi. Endo chi???? ho pensato tra me….e che è??? boh! ci ho messo svariati mesi per ricordarmi sta parola mai sentita….per me Arabo!!!
Dopo 10 mesi passati  a cercare di riprendermi fisicamente dalle operazioni cosa molto difficile visto che comunque ogni mese avevo anche il ciclo mestruale dolorosissimo che non mi lasciava il tempo di riposare dagli altri dolori post-operatori, grazie a mia madre che trova un centro a Milano finalmente qualcuno da un nome a quello che avevo passato da almeno 15 anni.Verdetto insindacabile Endometriosi profonda IV stadio utero retto attaccati fibroma rettale e chi più ne ha ……
Ora sono in menopausa da un anno e mezzo, prendo l’enantone, ieri ho compiuto 30 anni, e aimè per mio puro egoismo non ci penso neanche ad iniziare terapie per avere figli….
è un discorso egoistico lo so, ma ho sofferto così tanto per così tanti anni, che sono veramente esausta! Non ce la faccio più!
Adesso almeno riesco a camminare, a fare le file in posta o al supermercato senza che le gambe mi cedano per il dolore…….
Chi non prova non può sapere cosa vuol dire aspettare di pagare il ticket in ospedale piegata in avanti dal mal di pancia con la sensazione che contemporaneamente ti stia penetrando un coltello nella schiena ad altezza del rene, con la natica e la gamba così dolorose da cedere sotto il tuo stesso peso nell’indifferenza generale…..
Io ne ho viste e passate così tante che ora che sto senza dolore non mi pare vero! E cerco di godermela finchè dura!!
Anche se so che gli effetti collaterali sono dietro l’angolo…… pazienza rischio….chi vivrà….vedrà!
L’unica cosa che mi premeva di dire è che tutte le nostre storie forse andrebbero fatte leggere ai ginecologi di tutti gli ospedali d’italia perchè si rendano conto che una ritardata diagnosi o il prendere sempre sottogamba certi sintomi evidentissimi può compromettere per sempre la vita di una donna che oltre a perdere organi del proprio corpo senza nemmeno rendersi conto, perdono anche la possibilità di essere potenzialmente delle grandi mamme, con tutti i risvolti psicologici che una cosa del genere può provocare…..
Comunque la si metta è una malattia che ti toglie qualcosa….. a me si è presa parte della mia vita, un pezzo di intestino, l’entusiasmo, la voglia di maternità, l’unica cosa che ho imparato è quella di prendermi un pò più cura di me.
Spero di essere stata breve…. raccontare proprio tutto sarebbe stato ancora più lunga e dolorosa….
Grazie di cuore per tutto quello che fate tu e l’associazione…. un abbraccio forte!
Carla, Bergamo.
Ciao Carla, mamma mia.
Si ho sempre pensato anche io che queste storie andrebbero fatte leggere ai ginecologi di tutti gli ospedali, ma soprattutto nelle accettazioni dei pronti soccorsi, in modo che non debba essere tu, con un filo di voce a dire “apritemi la pancia” e soprattutto che tu non ti debba sentir dire che hai mangiato troppo.
Grazie per la tua testimonianza, condivido il tuo desiderio di stare bene e per il momento di non pensare ad altro. Ho fatto questa scelta anche io e da quel momento sono finalmente serena.
Ti abbraccio
Vero

432) Storia di Cristina

Cara Veronica mi permetto la confidenza.
Grazie per aver accettato la mia amicizia, anche se mi ci è voluto un po’ prima di risponderti, restia per il fatto che forse una scrittrice non ha tempo per una persona come me, ma poi ho pensato che tu non sei quel tipo di scrittrice,non lo fai per lavoro, ma tutto è cominciato per dolore, per poter gettare fuori quell’amarezza che non avresti potuto gettare in faccia ad una persona senza turbarla o sconvolgerla, senza che si sentisse in dovere di dirti parole di conforto o di consigliarti.
Hai scritto per necessità, per avere un orecchio muto che ti ascoltasse senza interferire ne interrompere, dare voce alla propria anima ai propri sentimenti senza veli senza il timore del giudizio. E così ne è uscito un libro che non solo è stata la tua voce, ma la voce di tante donne dove in te si sono riconosciute.
Il tuo primo libro non l’ho letto, ho letto il secondo “Condividendo”…ho fatto fatica andare avanti nella lettura dei primi capitoli, forse perché io la mia malattia l’ho affrontata in maniera diversa e non come una tragedia insuperabile o come una maledizione. Per me l’endometriosi è stata solo una conferma di uno stato che portavo avanti da sempre, un nome da dare al mio malessere che consideravo normale.
Non ho molta voglia di parlarne e probabilmente anche per te sentire ormai la solita storia può stancare, ma è per questo che siamo diventate amiche mediatiche, la mia endometriosi è il mio biglietto da visita.
Ebbene, cosa dire, non sono una che si lamenta, cerco di non infastidire, anche quando cerco solo di spiegare la mia situazione a chi me lo chiede mi sembra di lamentarmi, però tacere non cancella il problema e a volte non puoi avere un viso sereno quando dentro hai l’inferno.
Come dicevo, i miei problemi sono iniziati con le prime mestruazioni, dolorose accompagnate da dissenteria e nausea, con l’andare degli anni il dolore dal ventre, si è spostato verso la zona lombare della schiena e la testa, l’ovulazione era ulteriore dolore. Inoltre, a volte ero colpita da coliche, un coltello infuocato nel ventre, non c’era posizione, era un dolore continuo e insopportabile e allora antidolorifici e quando non bastava via al pronto soccorso. Ma tutto era normale!!
Poi verso i trent’anni decisi di andare da un ginecologo con la speranza di poter almeno migliorare la situazione.
Mi disse che avevo piccole cisti alle ovaie ma di non preoccuparmi perché per una donna era normale, e che potevo curarle usando la pillola.
Spiegai a questo ginecologo che la pillola l’avevo già usata anni prima per l’acne giovanile, ma che non la tolleravo, mi causava tachicardia, tre mesi e avevo dovuto smettere.
Mi consigliò una pillola di nuova generazione, più leggera. Dopo due mesi e mezzo dovetti smetterla per gli stessi motivi.
Alla fine vedendo che solo questa era la soluzione ai miei problemi, decisi che me li sarei tenuti e non andai più dal ginecologo per alcuni anni.
Vivendo una vita familiare alquanto difficile cominciai a scaricare sullo stress e la preoccupazione tutti i miei mali e cominciai a non ascoltarli più. Quando poi le cose, col passare degli anni, sembravano un po’ più tranquille, il mio corpo si è ribellato come un vulcano quando dopo tanto, rompe la superficie e butta fuori tutto quello che ha nelle viscere.
Nel 2000 mi capitò sotto mano una rivista che trattava l’argomento endometriosi per me sconosciuto, mi riconobbi nell’esperienza di questa donna…o forse era solo suggestione!?..non potendomi fare un autodiagnosi lasciai perdere ma compresi che non potevo non fare affidamento su un bravo ginecologo (soprattutto fisso perché quando vai tramite impegnativa all’ospedale, i tempi sono lunghi, ti capita quello che ti capita e non sempre è lo stesso, e devo ammettere che con gli uomini mi sono spesso trovata male) così ho cominciato ad andare da una ginecologa in privato, certo, i Pap-test non dimostravano nulla, finché nell’aprile 2004 fui portata al pronto soccorso per dolore addominale al lato prevalentemente destro, dagli esami compresero che c’era un infezione in corso perciò, dopo ecografia esterna e interna, decisero di operarmi per appendicite. Quando però

mi aprirono compresero che non si trattava di appendicite, ma una grossa ciste all’ovaio dx era esplosa e aveva buttato nelle viscere tutta la sua infezione fra grumi di sangue recente e vecchio. Chiamarono il ginecologo (così mi fu poi riferito) che consiglio loro di ripulirmi per bene e di togliere l’appendice e chiudere.
Concludendo, mi dissero che avevo l’utero emorragico e che con l’intervento non avevano risolto il problema e che tutto poteva ripetersi.
Ma che diagnosi era?! Cosa voleva dire?! Cosa avevo?!
Portai questo referto alla mia ginecologa che intuendo il problema mi disse -:”Io sospetto endometriosi, ma se non ce una conferma non posso dirlo. Ormai che eri sotto i ferri bastava un prelievo del tessuto dell’ovaio così da analizzarlo.”
Mi caddero le braccia, alla fine era stato un intervento inutile…bhe! non proprio, l’appendice me l’hanno tolta!!!
Così ripresi la mia vita, l’anno successivo a giugno, io e Manuele, mio marito, partimmo per le vacanze, era la prima volta che andavo in Sardegna e mi è piaciuta parecchio, mi sono talmente rilassata che senza saperlo tornammo a casa in tre…(sinceramente io non cercavo un figlio anche se l’idea cominciava a balenarmi nella mente, complice Manuele che mi assillava con sto pupeto. Come dicevo, ho avuto grossi problemi familiari e ora che le cose erano cambiate avevo bisogno di riprendermi e soprattutto di avere la mente libera da pensieri e preoccupazioni)…quando scopri di essere incinta, fui presa dal panico -:”Adesso cosa faccio?!”…poi la parte saggia di me mi disse -:”Calma, farai come fanno tutte le altre donne, non sei la prima e neanche l’ultima.”….l’altra parte di me-:”Si, è vero, ma per me è la prima volta, sarò all’altezza?!”…la saggia-:”Non ti preoccupare, affronta un giorno alla volta”.
Così feci e così cominciai a gustare il mio stato, purtroppo durò molto poco, com’era venuto, così, di sorpresa, così se ne andò, alla sesta settimana ebbi un aborto spontaneo.
E maledii tutto quello che c’era da maledire, perchè farmi provare questa gioia per poi lasciarmi l’amaro in bocca? Non avevo chiesto niente, perché ricevere ancora un dolore da questa vita che non mi aveva risparmiato nulla?
Manuele non so fino in fondo cosa provò, stette in silenzio per non caricarmi anche del suo dolore…non so se poi questo è capitato anche a te, un’insieme di sentimenti controversi e in opposizione cominciarono a tormentarmi, mi sentivo inadeguata, incapace e in colpa nei confronti di mio marito che, povero, non mi ha mai fatto pesare nulla rendendosi conto che purtroppo sono eventi che possono succedere…se poi ce un endometriosi, che ancora non ero certa di avere, tanto peggio…Così passarono i mesi, cominciai, dopo un’apparente pausa, a stare sempre peggio. L’anno successivo all’aborto, durante i consueti controlli dalla ginecologa, mi trovo una grossa ciste all’ovaio sx, mi fece l’impegnativa per valutare il Ca 125 e Ca 19.9, siccome era circa fine giugno e lei partiva per le ferie, si raccomandò che un a volta avuto l’esito spedissi il risultato al suo cellulare.
Così feci. Ca 19.9 esito 129.2 mentre Ca 125 esito 267.3. Quando gli spedii il risultato mi telefonò subito chiedendomi se avevo trascritto esattamente l’esito, gli risposi di si. Di li a pochi giorni mi organizzò un colloquio con il primario di ginecologia di Thiene, dicendomi che sarebbe stato meglio intervenire presto. La tensione stava salendo ma non volli preoccuparmi di nulla a parte prepararmi psicologicamente ad un altro intervento. Arrivò il giorno del colloquio, il primario era arrivato fresco dalle ferie perciò aveva varie pazienti ad attenderlo e dopo oltre tre ore di attesa, mi fece comunicare dall’infermiera che non poteva ricevermi e di tornare due giorni dopo, ero talmente tesa e delusa che avrei pianto e urlato. Ricordo Manuele quel giorno, nella strada del ritorno, si fermo in un centro commerciale per cercare di distrarmi un po’, ma sinceramente non c’era nulla che mi distraeva, io avevo bisogno di sapere. Manuele che non è un tipo che spende facilmente, quel giorno volle comprarmi a tutti i costi un vaso enorme di stile etnico molto bello, quando io le dicevo -:”Lascia perdere”.(ce l’ho ancora in salotto)
Due giorni dopo tornai assieme alla mia amica di sempre, Manuele preferì tenersi i permessi per quando ne avrei avuto bisogno durante il ricovero, già avevamo buttato via mezza giornata per niente. Dopo la consueta lunga attesa con il timore che non mi accogliesse neppure quel giorno, mi fece entrare nel suo studio…non avevo fatto entrare con me Donatella perché pensavo a una comunicazione veloce, a quando il ricovero e l’intervento, a qualche preliminare e via…mi fece accomodare.
-:”Signora, ho parlato con la sua ginecologa, ho visto il risultato delle analisi, ce da intervenire, come le ha detto la sua ginecologa, sembra essere una ciste endometriosa, ma potrebbe essere anche un tumore, in questo caso non possiamo fare un intervento in laparoscopia ma classico partendo da sotto lo sterno fino giù e dovremmo togliere tutto, linfonodi, ovaie, utero e tutta la parte grassa circostante onde evitare….”.
Cosa stava dicendo??!!! Non capivo più nulla, la mia mente era quasi ovattata ed estranea, stava parlando a me??!!! All’improvviso fu come mi avessero comunicato il verdetto di condanna a morte, sprofondai nel buio più totale, oltre non c’era nulla. Un angoscia mi prese e a stento tratteni un tremito che mi prese e mi paralizzava, la mandibola inchiodata.
Altro che sogni, poter sperare ancora in un miracolo, non solo volevano togliermi la facoltà di dare la vita ma anche la mia vita era in dubbio. Manuele, la mia famiglia, le mie cose…dovevo prepararmi. Non ero venuta qua con l’idea di farmi svuotare come un pollo e neppure l’idea di morire.
-:”Come le dicevo, signora, dobbiamo prendere in considerazione anche questo. Io partirò con un intervento in laparoscopia, ma se la situazione è diversa sa anche lei che non posso svegliarla per chiedere di procedere con un intervento classico, perciò dobbiamo già sapere prima cosa fare e avere il suo consenso….”
Giusto, in effetti il suo ragionamento non fa una piega, però io, io non so, come mi sento, sono confusa…
Quando uscimmo entrambi dallo studio, Donatella si spaventò nel vedermi, ero stravolta….-:”Signora, adesso organizziamo per la TAC i raggi e quant’altro da fare prima del suo ricovero….” Donatella, mi sto perdendo….” lei era già li pronta al mio braccio, senza parole, aveva capito che qualcosa non andava. Cercai di spiegarle la situazione, non so come.
Quei giorni prima dell’intervento furono lunghi, all’inizio vivevo nel mio mondo, quasi vivessi in un’altra dimensione fuori dalla realtà, poi feci qualche ricerca su donne che avevano avuto esperienze simili, su come avessero affrontato la situazione. Trovai l’esperienza di una donna che aveva un tumore all’ovaio, le fu tolto il tumore assieme all’ovaio ma le fu lasciato il resto, due anni dopo il tumore si era presentato anche nell’utero e così le fu tolto anche quello. Pensai-:”Se quello che ho dentro è un tumore e se è possibile farò anch’io come lei, non lascerò che mi tolgano tutto, se poi si ripresenterà ci penseremo, ma avrò il tempo ad abituarmi all’idea e tarderò gli effetti della menopausa”. Così decisi ed esposi il mio pensiero al medico. La TAC, poi, mi aveva dato delle buone speranze perciò andai sotto i ferri con una tranquillità che non mi aspettavo. L’intervento andò bene, tolsero la ciste all’ovaio sx e quasi tutto l’ovaio dx perché era pieno di piccoli focolai, mi ripulirono, cercarono di riaprirmi le tube che erano chiuse e ingrossate, mi tolsero le vecchie aderenze, insomma, fui rimessa a nuovo, l’esito fu ciste da endometriosi. In quel momento per me la parola endometriosi fu sinonimo di speranza, di vita, per questo ho fatto fatica a riconoscermi nelle donne dei primi capitoli di Condividendo, nei loro lamenti, nella loro angoscia alla parola endometriosi perché io, invece, era quello che speravo! Ovviamente questa è la mia esperienza, ogni caso porta il suo di dolore.
Anche se molto dubbioso il primario ci fece gli auguri su una probabile nuova gravidanza..(già si chiedeva come l’anno prima fossi rimasta incinta con un endometriosi al terzo livello e un utero deforme a causa dei vari fibromi, si perché non mi faccio mancare nulla e poi uno no, ben cinque, abbondiamo, insomma, a quel tempo, comunque, non avevano ancora superato la soglia di attenzione)..se la gravidanza non ci fosse stata a breve mi consigliò la classica cura di punture per indurre la menopausa per sei mesi e poi proseguire con la pillola. Come fare, la pillola non era per me, e se la pillola mi creava problemi questa cura ormonale per indurre la menopausa cosa avrebbe causato?
Dopo i primi due, tre mesi dove nulla era successo e dove nulla era sbocciato, pensai seriamente a una cura, ma volevo una cura alternativa, non mi andava di farmi questi ormoni. Ovviamente da noi cure alternative sono viste in maniera negativa dalla maggioranza dei medici permettendo così il fiorire di molti cialtroni, perché se le cure alternative fossero riconosciute sarebbero anche più regolate e controllate..(d’altronde prima della medicina tradizionale, ci si curava con ciò che la natura offriva!)…Così mi rivolsi a una mia cara amica che pratica la riflessologia… ovviamente da sola questa non basta…comunque questa mia amica collaborava e collabora tutt’ora con un bravo biologo tedesco che vive e lavora ..(in questa clinica con più medici).. nel nord della Germania. Mandai su i vetrini con il sangue prelevato, l’esito dell’intervento e aspettai. Nel frattempo andavo tutte le settimane a farmi i trattamenti di riflessologia in modo da stimolare i vari organi. Cominciai così la mia cura alternativa proponendomi di farla per almeno sei sette mesi onde vedere dei risultati e poi sarei tornata dalla ginecologa per un’ecografia, e se la cura non avesse funzionato e mi fossero state trovate altre cisti, allora avrei preso in considerazione la possibilità di indurre la menopausa con gli ormoni. Pregai e sperai cercando di controllare anche l’alimentazione e continuando a fare esercizio fisico non aggressivo. L’inizio fu duro anche perché dopo l’intervento non ero più regolare con il ciclo, il corpo si preparava al ciclo, stavo giorni con i sintomi, anche 10-15 di malessere e poi nulla. Le prime volte nel dubbio ho consumato parecchi stich per la gravidanza ma poi non ho speso neppure più i soldi visto che era lungi dall’essere ciò. Allo scadere del termine che mi ero imposta tornai dalla mia ginecologa senza dirle nulla della mia cura…(d’altronde non mi ha chiesto niente, è proprio vero come è stato detto in una vostra recente conferenza, una volta dimessa, la paziente è abbandonata a se e alle sue iniziative)…quando fu il momento dell’ecografia ero un po’ tesa, ma fui felice quando mi disse che tutto andava bene e mi diede appuntamento per l’anno successivo a meno che non fossero sorti dei problemi. Così ho continuato finora con la mia cura e i regolari controlli, cisti non ce ne sono più state, è vero, non sempre sono in forma anche perché purtroppo sto combattendo da due anni contro la candida, da debellare è difficile e a livello intestinale avevo parecchi problemi, ma con una cura ancora più specifica mi sembra di stare un po’ meglio.
Ora il mio problema principale sono i fibromi, l’ultima ecografia fatta in agosto dell’anno scorso erano alquanto cresciuti. La ginecologa mi ha detto di non aspettare più un anno ma di farmi vedere la prossima primavera, perciò ora è tempo che io torni da lei.
Siccome l’utero era tre volte la dimensione reale, mi ha consigliato di valutare l’asportazione futura di esso. In effetti quando i fibromi superano certe dimensioni, rendono il tessuto dell’utero rigido causando così un ciclo abbondante che dura per giorni e per l’endometriosi questo non è il massimo.
Due piccioni con una fava, tolto lui mi tolgo i miei pensieri e non ci penso più.
Parlando così fra amiche, una mi dice che anche lei aveva dei fibromi, ma che con la menopausa, non avendo più il ciclo e non lavorando più gli ormoni, questi tendono a rimpicciolirsi, e mi consigliò di non avere fretta a togliere, di aspettare. In effetti è vero, avevo già sentito questo, ma nel mio caso non avevo valutato neanche lontanamente di dare tempo al tempo, perché!!?
In effetti quando ho cercato di riflettere perché non avevo valutato altre possibilità, mi sono anche risposta. -:(Cosa farmene di un utero che mi ha dato e mi da solo problemi??!! Cosa farmene di un utero che non è servito al suo scopo??!! Perché dargli la possibilità di restare???!! A che pro??!!)
La sua condanna io ormai l’ho scritta, basta la firma. L’unica cosa cambiata è che quel giorno forse mi fermerò solo un attimo a pensare.

P.S.
Cara Veronica, è vero, all’inizio non volevo parlarne, poi ho buttato giù due righe, ma è stato come aprire le chiuse di una diga, e le parole sono uscite abbondanti. Certo non ho scritto tutto di un fiato, ogni giorno la mia confessione, ma ora ho svuotato il sacco e devo ammettere che sto meglio. Mentre tu devi portare un’altra endometriosi. No!! perché intorno a lei ce una persona e si chiama Cristina. Ciao e a risentirci;-)
ciao Cristina … che dire … ci sarebbe da fare riflessioni su ogni tua frase … L’unica cosa che però mi sento di dirti che va bene dall’inizio alla fine della tua storia è: “rivolgiti ad un centro specializzato in endometriosi”.
Hai già subito un intervento per niente … io prima di farmi togliere l’utero mi rivolgerei ad un centro specializzato in endometriosi. Non ci dici qual’è la tua città .. ma se me la fai sapere proviamo a cercare il centro più vicino a te.
E’ vero, nel tuo caso, tutto è relativo … passare dalla paura di avere un tumore ad un’endometriosi … la si accoglie quasi a braccia aperte … ma è doveroso da parte tua tenerti comunque controllata ed evitare di subire interventi inutili e invasivi.
Non è vero che il tuo utero non serve a niente … e toglierlo potrebbe portarti ad altre preoccupazioni.
Grazie per la tua testimonianza … sempre molto preziosa per tutte noi.
Vero