421) Storia di Paola di Pesaro

 

Ciao Veronica, sono una ragazza di 35 anni, anche io affetta da endometriosi.Non so da quanto prima avessi già la malattia, so solo che se ripenso a quando ero ragazzina ricordo sempre i dolori durante il ciclo. Due anni fa, con il mio compagno, abbiamo deciso di aver un bambino, per il mio gine non c’erano problemi di sorta visto che avevo già una figlia da un matrimonio fallito. Interrompo la pillola e inizia il calvario! dolori, dolori, dolori…mi imbottivo di antidolorifici e comunque dovevo stare a letto per quei due, tre, a volte anche quattro giorni, ma poi finito il ciclo finivano anche loro e si andava avanti, il mio medico di famiglia, il gine per tutti erano normali. Poi ai dolori si sono aggiunti stitichezza, febbre, abbassamenti bruschi di pressione, e ancora tutti che mi dicevano che era tutto ok. A luglio faccio un pap test e mi riscontrano un’infiammazione ma anche qui mi dicono che non c’è da preoccuparsi. E qui arriviamo al fatidico dicembre 2008: preoccupata del fatto che ancora niente gravidanza, un malessere sempre più invalidante, sento un altro gine, uno che nella mia città Pesaro è ritenuto molto bravo. Gli spiego la situazione, mi visita e alla fine mi dice che ho una ciste endometriosica all’utero. Mi dice che si doveva subito intervenire e mi mette in lista d’attesa per una laparoscopia. Qui siete entrate voi nella mia vita. Mi avete informato, mi avete supportato nei momenti difficili, sapevo di non essere sola. Il destino vuole che 3 mesi dopo scoprissi di essere incinta. Non eravamo contenti di più, però questa felicità è durata poco, solo 20 giorni, il 20 marzo ho avuto un aborto spontaneo. Il ginecologo a questo punto mi consiglia di non operarmi subito, ma di continuare a riprovare per una gravidanza e se entro la fine dell’anno niente allora intervento. A luglio le cose sono precipitate, i dolori erano diventati talmente forti che non ero più in grado neanche di camminare da quanto mi piegavano, avevo sempre bisogno di qualcuno, imbottita di antidolorifici. Il gine mi continua a dire che dovevo aver pazienza e così VAFF…. tutti, prendo e vado da un altro. Durante la visita mi dice che la situazione era ben diversa, nell’utero non c’era proprio niente, ma erano le ovaie e l’intestino. Subito enantone,colonscopia e intervento. Il 18 novembre 2009 mi sono operata, mi hanno dovuto asportare l’ovaia dx e relativa tuba, una ciste in quella di sx e 14cm di intestino, il tutto fortunatamente in laparoscopia, 6 giorni di ricovero e a casa una dieta ferrea. Diagnosi ENDOMETRIOSI DI IV GRADO. Ora sto bene, stiamo riprovando e speriamo bene. Ci sono giorni in cui è difficile portare questo fardello, ma è anche parte di me e mi ha cresciuta, vedo la vita in modo diverso, so che forse non potrò più avere il piacere di un’altra gravidanza, ma si va avanti e questo grazie al fatto che il mio compagno mi è rimasto sempre accanto. ciao Paola

Meno male anche tu Paola hai seguito il tuo istinto.
L’intervento non è stato una passeggiata di sicuro, ma per lo meno ora stai bene e puoi sperare di realizzare il tuo desiderio.
Il tuo atteggiamento è aperto e positivo, comunque vada ti auguro di stare sempre bene e di essere felice.
Vero

420) Storia di Nunzia

Avevo 28 anni,volevo a tutti i costi un bambino ma non arrivava… Dopo un malore mi ritrovo al S.MATTEO mi dicono k devo operarmi d’urgenza, ho 1 cisti ovarica di 12cm. di diametro. Prima operazione , dopo il dott.mi dice k non è impossibile ma difficilmente riusciro’ad avere figli.dopo pochi mesi seconda operazione sempre in laparoscopiae qui si inizia a sospettare l’endometriosi.io non mi rendevo conto della gravita’ della cosa… Documento 7 cartelle cliniche tra cui una per laparotomia e una post parto cesareo gemellare… il bello di tutto sono i miei figli(in questo sono stata miracolata). sono riuscita ad avere due operazioni in tre mesi e ignara speravo sempre nella guarigione k non è mai arrivata.ho 36 anni e sto capendo attraverso l’informazione la gravita’ della cosa. L’ultima volta sono stata operata il 20 maggio 09… Poi stufa e consigliata dal mio curante sono andata alla MANGIAGALLI e ora stiamo tentando nuove terapie, ma il dott. dice k se devo tornare ancora in sala opratoria sara’ per un ‘intervento risolutivo. questo lo sapro’ a luglio. non ho tutte le cartelle cliniche perchè ho sempre creduto k fosse stato l’ultimo intervento. Io conto oltre 10 operazioni ma ti ripeto non ho tutte le cartelle cliniche. Finalmente ho trovato una persona che mi capisce, quante volte durante i dolori mestruali mi sono sentita dire anche dalle mie sorelle che ero asagerata.GRAZIE GRAZIE
Nunzia

In effetti il problema è stato proprio il non rivolgersi subito in un centro specializzato. Hai fatto da cavia a dottori poco esperti che ti hanno ogni volta operata senza benefici.
Per fortuna hai due bambini e ti auguro di star presto meglio e di non dover pensare più a questi anni di dolore e sofferenza. Meriti sicuramente di star bene e di riappropriarti della tua vita.
Un abbraccio grande …  spero che la tua storia faccia riflettere tante donne che attualmente non sono seguite da un centro specializzato
Vero

419) Storia di Laura

 

Ciao sono laura ti scrivo in un momento particolare domani mi ricovero per veder di contenere la presenza dell’endometriosi con un terzo intervento di laparoscopia.

Questa volta sono preoccupata molto più di quando non avevo ancora ben capito cosa mi avevano diagnosticato .

Ho avuto il primo ciclo a 10 anni il giorno della festa della mamma felicità da parte di mia madre e un po’ di insofferenza da parte mia ma fortunatamente non mi hanno mai dato fastidio più di tanto spesso non mi accorgevo nemmeno di avere il ciclo tanto era veloce scarso e indolore, molto raramente qualche fitta imporvvisa ,avevo spesso mal di testa e quindi prendevo gli antidolorifici quindi magari per questo non sentivo dolori .

A diciassette anni il primo rapporto e di conseguenza prima visita e assunzione della pillola.Imiei primi rapporti non sono stati idilliaci , la mia endo era lì setto retto vaginale ,col senno di poi non era solo ‘inesperienza’.. poi iniziata la pillola tutto è migliorato anche se i cicli s’erano via via allungati più dolorosi e abbondanti ;l’ho presa ininterrottamente fino al 1995 ,avevo 23 anni .

Qui sono iniziati i problemi i cicli sono sempre stati regolarissimi , tant’è che a oggi non ho bisogno di ausili per sapere il momento dell’ovulazione,aumento dei dolori flussi sempre più ‘strani’ inizio a fare accertamenti di vario genere il mio medico curante ,che mi conosce da sempre,non si capacita dei sintomi tant’è che dopo un anno di accertamenti vari e visita ginecologica ‘normale ‘mi rispedisce dal ginecologo quando si verifica un apparente caso di spotting.

Referto della dottoressa si vedo una piccola ulcerazione sul collo dell’utero ,come una boccuccia che sanguina leggermente al tocco … va be’ ,riferisco al mio medico che vedo alquanto perplesso.riprendo la pillola ,va moderatamente meglio, il 1996 lo vivo freneticamente odio sentirmi malata men che meno non sapere perchè sto male .

Nel 1997 mi rivolgo al pronto soccorso di uno dei due ospedali della mia città perchè avevo dolori fortissimi l’endo aveva preso il sopravvento referto del PS di ginecologia problemi di stipsi … certo fino ad allora ero sempre stata stitica però chissà come mai non mi hanno dato retta i dolori erano decisamente diversi assolutamenti anormali per me eppure stavo male .mancava poco al ciclo .Ho avuto il ciclo , Passato il ciclo, da un paio di giorni ,ero a cena col mio compagno e all’improvvisso mi sono sentita fradicia sono andata in bagno e emorragia ,mi sono fatta accompagnare subito in pronto soccorso .Mi era già capitato un fatto analogo ma non così eccessivo come questo .Ironia c’era di turno lo stesso medico che mi aveva schernito la volta prima , e non ha potuto fare altro che visitarmi e rimandarmi a domicilio, se al mattino fosse stato ancora tutto uguale mi avrebbe ricoverato , arrivata a casa ho fatto il valigino e al mattino mi hanno ricoverato!

Quets avolta l’emorragia è durata diversi giorni .

Il momento peggiore della mia vita pensavo di avere un cancro ,non capivo nulla di quello che mi dicevano ,ero solo carne da macello tutti i ginecologi del reparto mi hanno visitato nessuno diceva nulla ,esami su esami rettoscopia ,alla fine mi hanno operato laparoscopia da cui mi sono ripresa molto lentamente ,diagnosticano l’endometriosi e mi dicono che se voglio dei figli di farli subito e magari 5 o 6 così guarisco!!!

col senno di poi dico mi è andata bene la mia endo si forma in giro per l’addome ma non mi tocca tube e ovaie !unica cosa positiva sono diventata regolare con l’intestino.

DA allora per me è stato un ruzzolone dietro l’altro uno sfacelo interiore pauroso subito dopo l’intervento avvenuto a fine 1997 mi hanno messo nove mesi in menopausa forzata , sostegno psicologico zero chiarezza nel dirmi cosa avevo tatto nel dirlo zero sostegno dopo il tutto meno di zero ero talmente in balia di me stessa che per un anno io e il mio compagno ci frequentavamo ma non eravamo più insieme vivevo lostesso certo vedevo gli amici uscivo mi divertivo studiavo e lavoravo ma ero un guscio vuoto non ero più donna e ironia della sorte fino a quel momento non avevo mai avuto l’ambizione di sposarmi e avere figli ma nel momento in cui mi hanno dato il verdetto si è squarciato un velo e mi sono sentita improvvisamente inutile .

la vita scorre ritrovo lucidità mi rendo conto di essere stata usurpata in qualche modo del mio dirittito di essere paziente e non cavia e grazie a mia madre mi rivolgo a un nuovo ginecologo il Dottor C*** che opera e lavora all’Ospedale Valduce di Como finalmente una persona dietro al camice bianco ,forse è solo il suo modo di fare e senzaltro la sua professionalità e conoscenza ma finalmente considerata paziente ho guardato infaccia la mia malattia che non è certo un cancro ma anche l’acqua cheta fa danni a lungo andare e così l’endometriosi .

Purtroppo a poco più di un anno dalla prima laparoscopia devo farne un’altra e alla fine del 1998 mi opera il Dottor C****  l’endo si è spinta sui legamenti utero scrali addirittura su quell’i dell’inguine terapia farmacologica pillola .Mi sono ripresa subito e poi avevo rirovato il mio compagno e finalmente potevo gestire meglio la mia vita sapevo con chi avevo a che fare.

Alla fine del 1999 sono andata a convivere col mio compagno certo non è stato facile il dolore non è certo lieto compagno di rapporti intimi ma con un po’ di baruffe un po’ di pazienza tanta fantasia e molto molto amore abbiamo superato quel periodo anche se a volte lo sconforto e tale da lasciare spiazzati soprattutto me che dovendo gestire un bar non mi era facile essere sempre presentabile e al top nei periodi neri , a volte vedevo più bello di me anche lo straccio del pavimento!

nel 2002 sospendo la pillola vogliamo avere un bambino ma non tentiamo subito, senza pillola è tutto più difficile ,e poi voglio smettere di fumare prima..a febbraio 2003 ci sposiamo e per la prima volta non stiamo attenti e voilà, a 12 settimane distacco della placenta riposo forzato ma filippo ce la fa ,e qui fa capolino un nuovo problema per la prima volta ho una colica addominale apparentemente senza motivo è tutto regolare lo allatto per dieci mesi e poi resto incinta di luca voluto anche lui e voilà andare in bagno è diventato un calvario già dopo il primo parto con la seconda gravidanza manco addirittura via.. alla 35° settimana inizia la tossicosi gravidica all’inizio della 38 settimane luca decide di nascere è il 2005 lo allatto 9 mesi intanto il ciclo è ricominciato solito tutto comprese due coliche addominali inizio degli accertamenti ,sono stanca di prendere la pillola provo con la spirale , un disastro ,oltre al resto dei problemi mi dava un fastidio assurdo neanche un anno dopo la tolgo e torno alla pillola .

in tutte le visite si ritrovano sempre i soliti nodulini dolenti antipatici ma stazionari cerchiamo un terzo attila e anche qui voilà davide arriva ,a 24 settimane inizia la tossicosi gravidica e ho tre episodi di coliche addominali sto da cani e a 35 settimane parto indotto e davide nasce è il 2007.

questa volta riprendermi non è facile ma ci riesco.

Arriviamo a oggi ho preso la pillola per nove mesi ma stavo malissimo purtroppo dopo l’ultima gravidanza non la tollero più l’ho sospesa dalla disperazioen e dopo altre tre coliche di cui l’ultima devastante non stavo in piedi ,arriviamo alla laparoscopia di domani infatti negli ultimi tempi i noduli si sono modificati e non avendo accertato nulla con altri esami l’unica è guardare direttamente e valuta re se i dolori di oggi sono riconducibili ancora all’endometriosi .

IO SONO FORTUNATA ho tre figli stupendi avuti senza difficoltà ho una grnde forza interiore che nei giorni no mi ruzza decisamente e mi sporna quando ho le fitte mi siedo dormo insieme al piccolo per recuperare durante il pomeriggio , quando c’è scuola la casa resta più in ordine e ci si accorge meno di quando non posso fare i mestieri ma d’estate quando i ragazzi sono a casa la baraonda in quei giorni regna sovrana .ma ho imparato che se mi affliggo vivo male se soprassiedo mi riprendo rpima e sopporto meglio e la cosa più importante è il supporto di mio maritro , della mia famiglia nessuno escluso e della fede .

Questa è la mia esperienza la forza e la determinazione sono il frutto di abissali sconforti interiori che molte conoscono ora ti saluto il mio piccolo si è svegliato
Laura

Assolutamente si Laura, se impariamo a non pretendere troppo da noi stesse, se impariamo a lasciare i piatti da lavare nel lavello il tempo che basta per ricaricare le pile ne traiamo solo vantaggio.
Bisogna accettare di avere delle forze limitate e fare con quelle.
In fondo … che sarà mai?
Grazie per la tua storia, è vero, sei una donna fortunata, ma anche tu la tua dose di sofferenza l’hai avuto purtroppo. Spero che da domani tu possa ricominciare nuova vita e possa star finalmente bene.
Facci sapere mi raccomando, in bocca al lupo
Vero

418) Storia di Vanessa

 

Ciao Veronica ho letto i tuoi libri e ho deciso di raccontarti la mia storia.

Anno 2005,comincia il mio calvario,dolori fortissimi all’addome durante il ciclo ed emorragie continue mi costringevano ad assentarmi continuamente dal lavoro, il mio ginecologo continuava a dire di non preoccuparmi, ad un certo punto la situazione diventa insostenibile i valori ematici erano bassi anemia fortissima e continui svenimenti.A quel punto decido di andare da un’altra ginecologa, la quale mi diagnostica quasi subito l’ENDOMETRIOSI, mi sottopongo ad un intervento chirurgico in via laparotomica (essendo gia’ stata operata nel 2002 di fibromi uterini), mi asportano una cisti ovarica di circa 15 cm,la diagnosi e’ endometriosi Iv stadio con aderenze intestinali.Da allora iniziano i problemi, dopo 15 giorni dall’intervento la febbre non passa mi ricoverano di nuovo, secondo intervento chirurgico dicono per problemi intestinali, passano altri 15 giorni ed io sto sempre peggio,il chirurgo che mi ha operato dice che mi devo sottoprre ad un nuovo intervento chirurgico perche’ la febbre non passa e intanto io sto sempre peggio. Mi operano di nuovo ,8 ore di intervento tra la vita e la morte, ileostomia per resezione colon ,per fortuna il mio intestino era piu’ lungo del normale quindi dopo tre mesi mi hnno potuto fare un nuovo intervento per ricanalizzare l’intestino. Incomincio le nuove cure , DECAPEPTYL in continuazione per circa tre anni,poi l’anno scorso a maggio un nuovo intervento per asportare un fibroma uterino.Oggi vivo continuamente con l’angoscia ENDOMETRIOSI, ho quasi 40 anni spero ancora di avere un bambino so che sara’ difficile ma non mi arrendo ancora .Grazie per aver letto la mia storia .

Vanessa

Caspita Vanessa … sono allibita. 15 cm di ciste ovarica e nessuno se n’era accorto prima? Già nel 2002 con dei fibromi uterini avrebbero dovuto accorgersi che era endometriosi! Ancora una volta questo conferma quanto sia importante rivolgersi ad un centro specializzato, ma tu non potevi saperlo se nessuno te la diagnosticava!
Per il futuro però mi raccomando, rivolgiti a loro.
In bocca al lupo per tutto, incrociamo tutte le dita per te.
Vero

417) Storia di Laura di Bolzano

Cara veronica, sono a metà di condividEndo, è stupendo, veramente, sei fantastica. Vorrei scriverti la mia esperienza. Anno 2006 sentenza ufficiale:endo. Mi consigliano inseminazione artificiale che faccio per ben 3 volte:niente figli. gennaio 2007 fecondazione Fivet per ben 3 volte, alla terza rimango incinta ma al 2. mese di gravidanza ho un aborto ritenuto. Mi crolla il mondo ma vado avanti, corro, salto vado in palestra mi incazzo e perdo i 10 kili che avevo messo su grazie a tutti gli ormoni. Non ne voglio più sapere, ma poi nel nov 2008 mi rivolgo a un pranoterapeuta, ci fa fare alcune sedute ma non accade niente: ci incazziamo ma andiamo avanti. Naturalmente in tutti questi anni le mestrua sono dolorosissime, assenze dal lavoro ecc. Poi gennaio 2009 ci decidiamo, ci rivolgiamo alla vicina Austria, in una clinica privata rinomata e via con le analisi, i colloqui e a giugno 2009 inizio la fecondaz IMSI e giù punture (4 al giorno ke ho imparato a fare da sola), pastiglie, vitamine ecc, pick up, ma i la fecondazione dei miei ovuli non riesce ed io piango tutto il giorno.Trenta giorni buttati e seimila e rotti euro buttati. Novembre 2009 ci riproviamo, e giù punture tremende, assenze mirate dal lavoro, sforzi zero, tranquillità assoluta, pick up ok, la fecondazione riesce, mi trasfericono l’ambrione, mi sento incinta per due settimane ma niente:negativo. E di nuovo 40 giorni buttati, stress a mille, altri 5-6mila euro buttati e basta, ci metto una pietra sopra! Non vedo l’ora di andare in menopausa(ho 38 anni) perchè con questo mal di pancia non ce la faccio più, la voglia di avere bambini mi è passata ma ora almeno penso a noi come coppia, alla nostra vita, all’appartamento che vogliamo comprare e … si vedrà!
Baci baci e grazie dei libri che scrivi, mi stai anzi ci stai aiutando molto.
Laura

Ciao Laura,  dalla sezione “commenti al libro” ti sposto qui che è la sezione dedicata alle vostre storie.
Ho sperato fino alla fine che la tua storia avesse un esito diverso, ma comprendo e condivido anche il tuo “accettare”. Cosa che io ho fatto praticamente da subito, ma oltre che per motivi di salute, anche per preservare la mia serenità e per non restare sempre in bilico su una fune.
E come dici tu, ci si accorge che si volta pagina e che non ruota tutto intorno al desiderio di maternità.
Sarebbe altrimenti una condanna infernale e davvero tanto crudele.
Certo, il vuoto, la tristezza per come sono andate le cose, la rabbia, quel senso di ingiustizia resta.
Ma si va avanti, faticosamente, ogni giorno.
Ti abbraccio Laura, grazie per averci raccontato di te.
Vero

416) Storia di Silvia di Torino

 

Ciao veronica, sono silvia ho 26 anni e ti scrivo da Torino , ti volevo raccontare le mia storia anche se é molto simile a quella di molte altre ragazze che ti scrivono.

E da 9 anni che ho un fortissimo dolore durante le mestruazioni , da non riuscire neppure a stare in piedi dal dolore, senso di svenimento, dolore a urinare,dolore sia davanti alla vescica sia dietro nel retto. Un dolore talmente forte durante il ciclo da non uscire di casa per una settimana intera,da non avere la voglia di fare niente, vedere e sentire nessuno, avere proprio la sensazione di non valere nulla.

Dopo aver cambiato tanti ginecologi, finalmente a giugno dell’anno scorso la nuova ginecologa, bravissima, gentile e molto professionale, mi ha comunicato di avere l’endometriosi.

 Endo che?  non ne avevo mai sentito parlare. Dopo approfonditi esami il referto e’ pesante da mandare giù: endometriosi vescicale e rettale molto dilatata dato il prolungato stato della malattia.

 Ad ottobre sono stata operata in laparoscopia, mi hanno fatto una resezione vescicale, mettendomi il catetere e degli stent  negli ureteri  perche l’endometrio aveva schiacciato troppo la vescica e i reni non lavoravano bene. Ho portato il catetere  per un mese dopo l’operazione e dopo tre mesi mi hanno finalmente tolto anche gli stent, finalmente perche sono molto fastidiosi, provocano dolore ad urinare, a stare troppo in piedi e far sforzi. Praticamente sono stata tre mesi a letto, non avevo voglia di fare nulla e soprattutto non riuscivo a fare nulla.

Ora va un pochetto meglio, penso solo perche non ho più avuto il ciclo, dato che prendo la pillola a ciclo continuo, cosi non ho tanti dolori fino al prossimo intervento.

 Sono già in lista d’attesa  per  subire il secondo intervento nella parte rettale , era troppo a rischio di infezioni fare tutto insieme e il dolore sarebbe stato il doppio. Mi hanno già detto che potrebbe essere lunga anche questa convalescenza, perche l’endometrio ha intaccato troppo l’intestino e forse sarà necessario tagliare un pezzettino di intestino e mettere il sacchetto esterno.

Spero che quando finirà tutto questo staro meglio, e non dovrò  più soffrire; ma ho i miei dubbi.Ti faro sapere come va.

Mi dispiace per quello che hai dovuto subire. Ho letto i tuoi due libri, mi hanno fatto piangere tanto, mi hanno fatto proprio star male anche perche li ho letti durante la convalescenza, dovevo fare delle pause di giorni perche non riuscivo ad andare avanti dal dolore e le lacrime che scendevano non mi facevano più leggere nulla. A volte anche le storie nel tuo blog non riesco a finire di leggere.

Non so se pubblicherai la mia storia, e simile a molte altre, ma spero lo stesso in una tua risposta.

Sono in cura con la ginecologa perono della ginteam di corso marconi a torino, e sono stata operata all’ospedale cellini. Mi sono trovata bene ma volevo sapere se ne avevi mai sentito parlare e se a torino ce un centro specializzato per l’endometriosi  dato che tu consigli che è meglio andare nei centri specializzati.

Con tanto affetto silvia.

Ciao Silvia, mi dispiace averti involontariamente fatta star male.
A volte quando mi ordinano i libri capita che le donne mi dicono che stanno per subire un intervento e che pensavano di leggerli durante il ricovero ospedaliero. In questo caso avverto sempre che sarebbe meglio non leggerli in quei momenti.
Ma è anche vero che proprio in quei momenti si “sente” forte la malattia in noi .. e a volte condividere più aiutare a sentirsi meno sole e incomprese.
Non conosco l’ospedale Cellini, sento invece spesso parlare del Ginteam.
Su Torino ci sono diversi dottori specializzati in endometriosi e ben presto (nel mese di marzo) organizzeremo un interessantissimo incontro con relatori.
Credo che verrò anch’io perchè non mi voglio perdere la loro relazione, tieni d’occhio il blog e saprai presto maggiori dettagli.
Un bacio grande
Vero

415) Storia di Viola

Ciao Veronica,

noi ci conosciamo già, tramite APE e tramite facebook.
Vorrei poter dire che il fatto di averti incontrata sia stato per questioni positive,casuali,magari dettate dagli stessi incontri o dalle stesse abitudini.
Per noi non è stato così, come tante, troppe, altre donne.
Ti scrivo oggi dopo tanto tempo che questa lettera è restata nelle bozze della mia casella email, perchè sto leggendo Condividendo e finalmente mi sento meglio.

La mia storia è partita dal primo ciclo, a 11 anni. Nessun dolore forte, solo perdite rosso sangue mentre ero al mare con i miei nonni.
E’ strano, sono diventata donna quel giorno. Dentro di me ero orgogliosa: ero la prima della mia classe.

Poi sono andata alle medie, dove tra alti e bassi più o meno le ho finite (tra i bassi inserisco anche il mio primo rapporto sessuale, avvenuto a 13 anni, e più che altro è stato violenza sessuale su di me che ignara, non sapevo cosa fosse e cosa volesse dire). Ora che mi ricordo, dopo aver letto di convegni, il mio primo rapporto sessuale è stato durante il ciclo. Comunque, proseguo.

Sono arrivata al liceo carica di voglia di fare e di rendermi conto che io valevo perchè ero io, non perchè ero un oggetto sessualmente da sfruttare. I voti piovevano abbastanza alti da farmi sentire sicura e decisa, e di certo una relazione con un ragazzo che mi amava aveva la capacità di farmi sentire salda.
Durante il triennio del liceo ricordo con terrore alcuni giorni del ciclo. Dato che il nostro istituto era in un edificio storico, la caldaia non funzionava bene e il nostro piano era perennemente gelato d’inverno. Ho questa sequenza di me piegata in due dal male, che non riesco a leggere la versione della professoressa, persa nel freddo.
E tante altre fotografie del dolore, come quando prendevo pastiglie su pastiglie di antidolorifico per non sentire il dolore, per riuscire a riposare e dormire. Per me il primo giorno è sempre stato tragico.
Parlando con le mie compagne scoprivo che loro erano sempre tranquille durante il ciclo. Non facevano attività fisica perchè avevano paura di sporcarsi, non del dolore. io riuscivo a malapena a reggermi in piedi.
Su una rivista di quelle di serie B, dato che io studiavo al liceo additavo tutto ciò che non era Aulico e importante come di serie B, leggo la parola Endometriosi.
Dolore durante i rapporti sessuali, durante il ciclo. Mi segno il nome sul telefono in un messaggio di bozze. l’ho tenuto per diversi anni. Avevo paura di sentirmi dire che ero malata, che era quella la causa. Frattanto, mi sono diplomata, ho intrapreso un’altra relazione che dura tutt’ora, e mi sentivo bene tutto sommato. Avevo iniziato a prendere la pillola.
Inizio l’università. I dolori sono bassi, io sono presa da studio, libri, fotocopie, amici, amore. Vado a vivere a Pavia con amici, la mia relazione va bene nonostante la distanza, ma mi sentivo sempre debole quando il ciclo stava per arrivare, con anche due linee di febbre. Pensavo fosse normale.
Il primo giorno del ciclo del dicembre del 2007 sono andata in ospedale perchè sospettavo di avere l’appendicite. Il chirurgo mi palpa la pancia, decide che non deve aprirmi, mi dà diversi antibiotici e mi spedisce a casa. Quello è stato l’inizio vero, del calvario.
Da quel giorno ogni volta che ovulavo avevo un dolore lancinante al fianco sinistro. Fatica a cammianare, ad alzare pesi. Vado da un ginecologo, vede una ciste di 4cm e mezzo e mi prescrive una pillola “per scioglierla”. FInito il ciclo di tre mesi, la ciste non c’è più, io sto bene, smetto di prendere ormoni. E’ stupido prendere pastiglie se uno non ne ha bisogno: io e Giulio abbiamo sempre fatto sesso col preservativo trovandoci benissimo.
Finito di frequentare i corsi della triennale, torno a casa. Nel dicembre del 2008 torna leggero un dolore al fianco sinistro. Complice il fatto che mia nonna sta male e mia madre sclera, decido di ignorarlo bellamente per evitare di accusare altro peso psicologico. Mia nonna muore ad aprile del 2009, e io decido che è arrivato il momento di un’altra visita ginecologica. I rapporti sessuali sono dolorossisimi, l’unico modo per provare piacere è mio malgrado o sperare che finisca il prima possibile o avere rapporti anali. Non ho problemi a parlare della mia sessualità, sento di averla accettata a pieno. L’unico posto libero per la visita è l’11 di maggio. Insieme io e Giulio decidiamo di prenotare un viaggio a Torino, per vedere la capitale del cinema, il ponte del primo maggio. Tra le altre cose era anche il compleanno di mamma, pensavamo di festeggiare con lei il venerdì e di partire il sabato per goderci due giorni assieme liberi dallo stress degli ultimi mesi.
Il 31 di aprile il ciclo giunge puntuale come tutti i mesi. Le macchie sulle mutande sono scure e spesse, diverse dal solito. Io sono a Milano da amici, torno a casa la sera dolorante, prendo la mia solita pastiglia e dormo.
Il giorno successivo c’era il sole. Alto, bello, primavera. Festeggiamo il primo maggio in Cooperativa: la nostra famiglia è di sinistra da sempre, ci piace unire il rosso dei garofani ai festeggiamenti per mamma. Mangiamo, ci divertiamo.
Dopo pranzo andiamo a casa di Giulio per riposarci e sistemare le valigie in vista di Torino. Io mi sdraio un’oretta per dormire, mi sentivo debole.
Quando mi sono svegliata, quel pomeriggio del primo maggio, ho capito che qualcosa non andava. Non stavo più in piedi, avevo dolore sempre, lancinante, totale. Chiamammo l’ambulanza, mi portarono in ginecologia su una sedia a rotelle e io avevo pregato per una barella ma niente, non mi ascoltarono.
Cisti ovarica di 6 cm e mezzo all’ovaio sinistro. Endometriosi.
Stetti in ospedale 12 giorni, con un’operazione l’11 di maggio. Che ironia.
Mi venne diagnosticata l’endometriosi a 22 anni.
La cosa peggiore, la violenza peggiore fu quella di mettermi nella stessa sala delle partorienti. Io condividevo il mio bagno con due donne incinte. sempre. ne ho viste passare 4.
Vedevo il loro sangue nel bidet quando andavo a fare pipì,
Le vedevo allattare i loro bellissimi bambini sani nello stanzino comune con la mia camera da letto di notte, mentre io cercavo di dormire.
Le sentivo urlare.
Sentivo i battiti del cuore dei loro bambini forti dentro le loro pance mentre erano in travaglio.
E’ stata l’esperienza più terribile di tutta la mia vita.
A me doveva essere asportato un ovaio. Avevo appena saputo di avere una malattia cronica e niente e nessuno poteva salvarmi. Ma quelle immagini, l’odore del sangue, con le formiche, cazzo, che mangiavano il sangue per terra nel bagno, mi sembrava di essere in un film dell’orrore.
Venni operata l’11 di maggio, la prima fiala di enantone la feci il 13, il giorno del compleanno di Giulio, mentre mi dimisero.

Da allora è nato il calvario. Dopo un mese dall’operazione (la perdita dell’ovaio è stata sventata per miracolo, a quanto mi riferiscono le cartelle cliniche), ho di nuovo dolore. Il 30 di luglio mi dirigo verso una specialista di zona e mi faccio fare un’altra eco, altra ciste ovarica di 6 cm e mezzo.

Intanto ho fatto conoscenza con voi. Voi dell’ape che mi avete sostenuto quando vedevo solo nero, quando tutto intorno a me era buio. Ho imparato a vivere, a dedicarmi a me. A tenermi da conto, ad amarmi. ad accettarmi.
Col tempo è diventata una cosa in più da fare.
Quando però mi dicono a 23 anni che non c’è niente da fare e devono operarti di nuovo, dopo che hai passato 8 mesi in menopausa, con il caldo di luglio delle mie parti, mi sono sentita furiosa.
Non c’è niente e nessuno che capisca come mi sento io. solo le ragazze come me lo sanno. Solo le donne che vivono con l’endometriosi lo sanno.
Ho perso la mia migliore amica perchè quando le ho raccontato cosa ho avuto, e i dubbi che mi sono venuti sull’ignorare i miei sintomi, lei mi ha detto che ero IPOCONDRIACA.
Ho smesso di uscire a divertirmi con i miei amici perchè sono sempre stanca. perchè non posso vederli bere e buttarsi via mentre io sto male stando sana.
Ho smesso di andare in giro in bici perchè le fitte si fanno più forti.
Ho smesso di cammianre coi cani perchè ho paura di non riuscire a tenerli.
Però ci sono e vivo.
Anche quando mi hanno detto che avrei dovuto fare un’altra operazione, che mi avrebbero tolto un ovaio e la tuba connessa, vivevo.
Con tutta la rabbia della mia condizione, con tutto ciò che mi aspetta il futuro.
Dentro di me so di essere deficitaria.
Non so se riuscirò mai ad avere un figlio, ma almeno ho smesso di piangere ogni volta che ne vedevo uno caminare per strada.
Non so nemmeno chi vorrà assumermi una volta che ho finito la laurea specialistica. Perchè nel mentre delle caldane, dei dolori, mi sono laureata. Sono andata avanti a dare esami, a preparami, a consultare dizionari.
Ho fatto qualunque cosa per tenermi aggrappata alla vita. perchè con l’endometriosi è così: o la accetti, o ti suicidi. Non ci sono vie di mezzo.
La via della guarigione non esiste.

Sono stata operata di nuovo il 27 di gennaio del 2010, ma non mi hanno tolto niente. Ero felice: l’avevo scampata. Avevo solo un ovaio incastrato tra retto e vagina, una sacca di pus di sei cm e mezzo, sono uscita dall’ospedale felice.
Però Giulio è andato in crisi perchè ha capito, con la mia seconda operazione, che io ero malata.
Lui si è sentito sfruttato. non ho capito come, ma è stato così.
Poi mi ha spiegato che una causa ce l’ha avuta il lavoro e il fatto che io e lui non avevamo più rapporti sessuali da un mese, non avvamo più intimità.
E io pensavo che ogni sera che mi addormentavo di fianco a lui ero la donna più amata e fortunata del mondo, perchè sapevo che lui mi accettava. me l’aveva detto.
E invece no, era in crisi, per il suo voler diventare padre, che non sa se si verificherà mai, e per il suo essere uomo, che si trovava in fianco una donna deficitaria. Dice di aver scelto di stare con me.perchè mi ama, e perchè il fatto che io sia scoppiata in lacrime e che non l’abbia abbandonato lo hanno convinto del suo e del mio sentimento.
Ora arriviamo ad oggi.
Il giorno in cui ho comprato Condividendo e in cui sto imparando a sistemare i disagi di coppia. a 23 anni non è facile fare gli adulti e capire cosa vuole il proprio compagno, come reagire. Io mi sento più grande dei ragazzi della mia età, perchè il mio percorso mi ha fatto crescere in fretta e saltare le tappe.

Non so se avrò mai un lavoro, se avrò mai dei figli. So che sono viva, che ho l’endometriosi, che sono innamorata del mio compagno come non mai, che sono fortunata.
Tante altre donne non possono dire lo stesso, ed è per loro che ho intenzione di battermi.
Vorrei andare nelle scuole superiori e parlare di endometriosi ogni anno. Vorrei chiamare l’attenzioni di tutti su questa malattia.
Sulle donne che vivono col sacchetto e/o che non avranno mai figli perchè l’endo si è portata via anche questo.
Vorrei fare tutto.
E voglio ringraziarti Vero, perchè dopo aver letto le prime parti di Condividendo, mi sento più normale. Grazie, grazie, e sono convinta prima o poi di potertelo dire di persona.

Viola

Carissima Viola, è vero ci conoscevamo già, ma sicuramente ora, ti conosco meglio.
Il racconto della tua vita è durissimo e lucidissimo. Come se tu raccontassi un film visto mille volte, che conosci a memoria e che ti ha lasciato dentro i fatti “nudi e crudi”.
Però che splendida persona sei, assolutamente matura e concreta.
In questo, fammelo dire, la malattia ti ha sicuramente migliorata, resa sensibile e capace di cogliere le cose che più contano nella vita.
Neppure io so dirti se i tuoi sogni si realizzeranno ma vedo in te una grande capacità di accettare e ricominciare. Come lo è stato per me, spero sia anche la tua fortuna.
Condividendo credo sia il “nostro cerchio che si chiude” … perchè una malattia è un percorso.
In Canto XXXV c’è tutta la mia rabbia, in Condividendo c’è tutto quello che di buono ho trovato in questa condizione, voi splendide ragazze comprese.
Ti abbraccio Viola, grazie per averci aperto il tuo cuore.
Vero

Ps: non mi capacito per le situazioni di assoluta insensibilità che ancora oggi si vivono negli ospedali, ho volutamente parlato di questo in entrambi i libri e vorrei poter fare qualcosa di più per sensibilizzare le direzioni ospedaliere.

414) Storia di Valentina della Liguria

…. Veronica, come và? Ti ricordi di me, sono Valentina. E’ tanto che penso di scriverti questa mail, ogni giorno avrei voluto farlo perché sono sicura che la notizia che ti sto per dare farà felice te e tutte le ragazze come noi.

Ebbene si un’altra di noi ce l’ha fatta….., ha sconfitto la bestiaccia (per il momento) sono incinta e da pochi giorni sono entrata nel 4° mese.

Però voglio raccontarti come sono andate le cose e come la vita possa stupirci ogni giorno.

Giugno 2009, mi sottopongo a pma su ciclo spontaneo, neanche a dirlo è finito tutto dopo il pick-up ma da quel momento è iniziata a maturare in me e mio marito l’idea che saremmo comunque diventati genitori, preparo tutti i documenti per fare domanda di adozione.

Sapevamo sarebbe stato un percorso lungo ma eravamo pronti ad affrontarlo.

17 Novembre 2009, depositiamo al tribunale dei minori la domanda di adozione.

17 Dicembre 2009, faccio due test di gravidanza e scopro di essere incinta.

Cosa dire, lo stupore è stato tanto, ormai l’idea di diventare madre naturale era cancellata anche perché erano ormai passati due anni e mezzo dall’intervento per endometriosi senza che succedesse nulla.

Spero che questa notizia possa dare speranza a tutte noi.

Chiaramente mettila pure sul forum. Ora ti saluto, un abbraccio e a presto.

Saluti Valentina.

P.s.   Se dovessi venire in Liguria per promuovere il libro fammi sapere, mi piacerebbe incontrarti.

Ciao Valentina … che belle notizie!!! Ne avessi tutti i giorni da pubblicare per dare speranza alle ragazze!

 Grazie mille e in bocca al lupo per tutto
Vero

413) Storia di Claudia

Ciao Veronica, sono Claudia.
Finalmente mi sono decisa, raccontare la mia storia non solo a me stessa.
Mentalmente per tutti questi anni  la mia sofferenza la raccontavo a me stessa, sicura che a nessuno potesse interessare.
Mi ripetevo dentro di me tutte le mie avventure legate a LEI ,perche’ avevo voglia di parlarne ma non trovavo mai nessuno che poteva capire. NESSUNO PUO’ CAPIRE. Solo chi e’ colpito da LEI lo sa.
Ho 36 anni ho cominciato a soffrire a 14 anni con il primo ciclo.
Diagnosticata endometriosi anno 2002.
All’inizio dolori forti e ciclo abbondantissimo, ma e’ NORMALE dicevano. E UNA POI CI CREDE.
Primo intervento 1994.
Accusavo dolori atroci all’appendice.
Per 2 anni ho fatto esami per vedere se l’appendice era da togliere ma gli esami erano sempre perfetti eppure io soffrivo.
Ho cominciato li a sentirmi dire che dovevo stare calma che ero stanca che era una cosa di testa.
Dopo 2 anni passati cosi’ una sera dopo allenamento sono stata malissimo sempre un p’o’ di febbre, pronto soccorso, esami per appendicite,
secondo loro non ho niente eppure mi vedevano, una ragazza piegata in due dai dolori, se non c’era un mio zio che mi raccomandava credo non mi avrebbero operato neanche quella volta. Esito dopo intervento: appendicite enorme. Voi non ci crederete ma quell’appendice non e’ stata analizzata, confermato anche dopo anni con la richiesta di cartella clinica. Ho fatto 9 giorni in ospedale e 10 kg persi per un’appendicite.
Per un p’o’ tutto ok. Poi  ricomincia il mio calvario, questa volta l’organo in questione e’ l’ombelico. E’ inutile che ti spiego , soliti dolori che pian piano diventavano insopportabili, ma i medici continuano a darmi sempre la stessa sentenza, DEVO STARE CALMA, dicevano.
Ho fatto anni di AULIN, MYLICON, LEXOTAN. Il mylicon era per tenere la pancia sempre sgonfia perche’ altrimenti mi sentivo l’ombelico scoppiare. Come al solito il tempo passa io continuo il mio calvario fino a quando un giorno prima di partire per le vacanze estive 1998, spaventata dai dolori ,non riuscivo a sfiorare l’ombelico, mi reco dalla mia dottoressa di base che mi dice di andare al pronto soccorso. Non puoi credere a cosa e’ successo all’ospedale.
Mi hanno fatto sdraiare sul lettino e il dottore ha infilato il suo maledetto dito nel mio ombelico e ha cominciato a spingere , pensavo fosse impazzito ho cominciato a piangere e a spingere via le sue mani da li ma poi le infermiere mi hanno bloccato le braccia, non potevo far altro che piangere piangere piangere. Il dottore cercava ernia ombelicale, che non ha ovviamente trovato. Dopo poche ore ero sotto i ferri in anestesia locale perche’ mi hanno detto che avrebbero aperto per vedere cosa c’era, hanno cercato e alla fine anno trovato una piccolissima ernia e me l’hanno curata subito con la retina ,anche se mi avevano detto che se trovavano qualcosa poi avrebbero fatto l’anestesia totale e operata .
Quell’intervento non e’ servito a niente avevo gli stessi dolori, in aggiunta a quelli della ferita.
I dolori continuano per altri 2 anni stufa di sopportare vado a fare una visita da un chirurgo che esclude una recidiva di ernia (che non c’e’ mai stata)
mi prescrive antidolorifici, tranquillanti ecc. ecc.
Riesco a sopportare tutto per altri 2 anni poi cedo al dolore mi ripresento dallo stesso chirurgo il quale decide di operare alla ricerca di una ciste all’ombelico. Pochi giorni dopo il dott. mi ha fissato l’intervento. Due giorni prima dal mio ombelico ha cominciato a uscire “pus” e sangue.
Arriva il grande giorno, vengo operata.
10 giorni dopo esito biopsia:
 

 
 
ENDOMETRIOSI
 
 
 
MA ALLORA NON ERO PAZZA.
 
 
Non sapevo cosa era, mi ha detto di andare subito da un ginecologo.
Le prime parole del ginecologo furono, deve provare subito a fare un figlio, prima deve fare un’ecografia per vedere come e’ messo l’utero .Faccio l’eco,
tutto ok l’utero e’ pulito e l’ecografa mi consiglia di fare subito un figlio. Mi ero appena sposata non avevamo ancora deciso quando fare un figlio, ma se ti dicono cosi’, ok proviamo. 2 mesi dopo ero incinta. E’ nata una bellissima bambina.
Adesso veniamo a noi, forse le mie ultime righe ti hanno fatto male, hai ragione, ma voglio anche dirti un’altra cosa, forse ti arrabbierai con me.
Crescere una figlia avendo l’endometriosi e’ una cosa difficilissima. Quando sul tuo libro parli che alle 16,00 ti scarichi come una batteria, e’ quello che succede a me eppure bisogna arrivare alle 22.00, tante volte mi ritrovo a piangere appena mia figlia si addormenta, sono sfinita, soffro e ho paura, paura di essere una cattiva madre perche’ non sto bene perche’ ora ho di nuovo dolori vicini alla ferita del primo intervento che mi lasciano senza fiato,
da 6 mesi soffro di un mal di schiena basso che mi fa impazzire e in piu’ se non prendo lassativi non c’e’ niente da fare.
 Ho avuto una figlia FEMMINA, che angoscia avra’ l’endometriosi anche lei? se dovesse succedere? avro’ la forza di accettare e aiutarla. Lo so mancano ancora tanti anni, non ci devo pensare adesso ma e dura.
Sono in una brutta fase della mia vita, prendo anche antidepressivi.
Ho partecipato al ritrovo dell’APE a Brescia, ma sono troppo arrabbiata con LEI, ormai l’ho’ accettata ma la ODIO LA ODIO LA ODIO,
Ora ti saluto, ti ringrazio se leggi la mia storia, ti ringrazio se mi dai un cenno sulla mia storia. Dopo la gravidanza ho gia’ fatto  un intervento per togliere 2 polipi, e adesso si sono ripresentati.
 
 
Ciao
 
Claudia
Ciao Claudia… santa pazienza che agonia!!! Avrei voluto dare un’occhiata pure io dentro a quel pancino per capire quale fosse il problema …
Se ti avessero diagnosticato subito l’endometriosi avresti la tua appendicite e non avresti una retina a tenere una fantomatica ciste ombelicale.
Probabilmente qualche aderenza e qualche infiammazione ti hanno dato questi dolori.
Ho conosciuto altre ragazze con endometriosi ombelicale e in corrispondenza del ciclo, perdevano sangue dall’ombelico.
Mi dispiace sentire che dentro di te c’è tutta questa rabbia e questi sentimenti distruttivi di odio.
Spero che presto tu possa allontanare la rabbia e “ammorbidirti” come succede a chi si butta anima e corpo nell’associazione, spinta dal desiderio di sostenere altre donne in questo calvario.
Hai ragione a dire che anche chi riesce a diventare madre ha poi il problema di non sentirsi adeguate a causa della stanchezza cronica e dei dolori.
Non sei la prima a dirlo e so che è difficile. Ci vogliono tante energie per aiutare a crescere dei bambini.
Coraggio Claudia, ora sola non lo sei più, per fortuna ora sai che nome ha questa malattia e puoi contrastarla affidandoti ad un buon centro specializzato. L’ignoto fa sempre tanta paura, ma ora non devi temere più niente.
Ti abbraccio
Vero

412) Storia di Antonella di Modena

La mia storia………..
Una pagina bianca dove riportare tutte le mie emozioni di questi anni….. difficile ma non impossibile.
La mia storia inizia una giorno nel mese di aprile del 2001 quando ad una visita di routine dal ginecologo mi viene annunciata questa condanna a morte: cisti endometriosica di 8 cm all’ ovaio sinistro. Cosa? Mi viene da dire a questa diagnosi che questa ginecologa donna mi enuncia dopo la visita. Ero distesa sul lettino ancora e scoppio in un pianto deluso e soprattutto ignara di tutto ciò che tale sentenza volesse dire. Anzi: ricordo di aver detto subito: ma come io ancora non ho avuto figli? Questo perché la mia mamma aveva subito 2 interventi uno all’ovaio sinistro e successivamente una operazione totale dell’apparto femminile a distanza di 10 anni e dopo aver concepito 2 gemelli.
Ritornando alla mia visita, la dottoressa  mi dice che è necessario che il giorno dopo mi rechi all’Ospedale di  Carpi per un ulteriore ecografia con uno strumento più adatto a confermare la diagnosi. I pensieri in quei giorni sono stati di voler eliminare subito quel qualcosa che si era formato nella mia parte più intima e alla quale non potevo rimediare da sola all’eliminazione. Non contenta chiedo un secondo parere dal ginecologo /amico conosciuto che, confermata la diagnosi, mi dice che mi opererà il giorno dopo d’urgenza.
Da quel 20 aprile 2001 sono passati ormai 9 anni e la mia compagna è passata da uno stadio di terzo a quarto grave, subendo in tutto 2 interventi laparoscopici, 1 parto naturale (Alessandra ha oggi 5 anni),  1 aborto (12 settimane), 1 resezione intestinale, 1 aborto (9 settimane) ed ora una gestazione difficile per una placenta previa (ho appena terminato sesto mese).
Quando leggo le avventure del libro di Veronica mi  ritengo fortunata anche se tutte l’esperienze passate sono state anche per me un continuo mettersi alla prova e cercare sempre di non arrendersi. 
Il momento più determinante che mi ha  dato la forza di affrontare tutto ciò è sicuramente stato l’incontro con Marisa.
Ricordo come fosse ieri la prima volta che andai ad una riunione di “Auto Aiuto” del gruppo di Reggio Emilia. Era un giorno di dicembre del 2002.
Devo dire che ero molto scettica e Marisa se ne accorse subito dal mio intervento alla riunione. I nostri occhi si guardavano dentro, fino in fondo, fino a raggiungere il nostro male. Per  tutta la durata della riunione pensavo che quello che questa donna raccontasse fosse solo la sua di esperienza e che nulla aveva a che fare con la mia. Perché io sarei guarita!!!!!!  (questo era quello che pensavo fino a quando Marisa non mi rivolse la parola). Da quella prima volta credo che il gruppo stesso abbia creato in me la CONSAPEVOLEZZA della malattia. Uno scoglio insormontabile fino ad allora: perché come già comunicato a tutte le mie colleghe malate, dopo il primo intervento, i medici non hanno di certo lemosinato dispense negative (farà molta fatica ad avere figli!! Ci provi subito perché altrimenti sarà troppo tardi!!! In alcuni casi l’unica possibilità è la fecondazione assistita! O L’adozione!).
 Mi ero sposata da poco più di 2 anni con Luca (8 anni di fidanzamento alle spalle), 10 anni che ci conoscevamo e che facevamo progetti sulla nostra vita insieme, sulla creazione di quella grande famiglia felice, con qualche marmocchio che gira per casa a far casino ma che dà tanto gioia e completezza alla coppia.
Una sentenza di questo tipo però fa vacillare tutte le tue certezze, tutti i tuoi progetti presenti e futuri.
Antonella.

Ciao Antonella, mi sono ritrovata nelle tue parole, nella tua titubanza nel partecipare ad un incontro di auto-aiuto. Ricordo anche il mio disagio la prima volta che partecipai ad un incontro APE, ricordo la mia rabbia. Ero persino arrabbiata con “quelle persone” che parlavano e mi toglievano speranze, dicendo che era una malattia cronica, che non ci si deve far operare ad ogni ciste di 1 centimetro se la qualità di vita è buona. Figurati, 4 interventi in 4 anni … quanto ero arrabbiata.
Ma poi anche a me è successa la stessa cosa. Ho conosciuto Marisa, mi hanno informata anche grazie al forum APE, mi hanno “calmata” e in me si è fatta strada la CONSAPEVOLEZZA di cui parli tu.
All’APE e a Marisa devo molto. Devo sicuramente la mia serenità di oggi.
In bocca al lupo Antonella, cerca di ricordare solo le cose belle che per fortuna hai avuto e fatti fare una carezza su quel bel pancione.
Vero