448) Storia di Marisa di Bolzano

Cara Veronica, mi chiamo Marisa e ho 27 anni, sono nativa di Avellino, ma da sei anni vivo in una cittadella poco più a nord di Bolzano.

Oggi ho finalmente preso il coraggio e il mio piccolo pc tra le mani e ho deciso di raccontarmi perché è giusto che sia così.

Ti scrivo mentre sono di servizio in caserma… ebbene Sì, cara Veronica, chi ti scrive è un militare… una donna in divisa all’apparenza forte e determinata ma dentro molto provata e delusa.

La mia storia vorrei raccontartela proprio dal principio perché gli imprevisti nella mia vita sono stati davvero tanti. Il mio viaggio inizia quando quella “Fortezza” che è mia madre, a proposito di imprevisti, scopre di essere incinta e decide nonostante i suoi 17 anni di far crescere il suo pancione, io ho sorriso al mondo in una splendida giornata di sole nel bel mezzo di un gennaio pieno di neve e sin da subito sono stata contesa tra la famiglia di mia madre e quella di mio padre (famiglia di siciliani doc!) Dopo varie e incomprensibili discussioni e dopo una lunga serie di violenze domestiche è arrivata la separazione e io sono stata affidata alla mamma da quando avevo 4 anni. Inutile raccontarti della totale assenza del mio padre biologico, tanto sono cose risapute, né del dolore e della rabbia che mi porto dentro per questa inspiegabile assenza, né del perché il divorzio definitivo sia arrivato quando io di anni ne avevo 22! Fortunatamente la mia “Fortezza” si è fidanzata con un ragazzo stupendo e dopo qualche anno dalla separazione mi ha regalato un padre e un po’ più in là anche un fratello! E lo scorso anno si è risposata in comune!

Sono cresciuta con il sorriso sulle labbra, serena e solare, sono sempre stata molto carina, ho sempre avuto molti amici e mi sono sempre sentita accettata e rispettata. Ero sempre un po’ malaticcia, sempre con la febbre, sempre dolori al pancino quando ero piccolina, poi con lo sviluppo e il menarca sono andati crescendo i dolori tanto che dall’età di 16 anni ho iniziato a prendere la pillola e a far morire di spavento i miei genitori perché sono stata stesa dal dolore un bel po’ di volte.

Ero abbastanza brava a scuola e dopo il liceo pedagogico ho iniziato subito il corso di laurea in ostetricia dove mi sono laureata a pieni voti e con tanto di lode. Tutto quello che facevo mi affascinava, ogni giorno un giro in sala parto anche quando non era il mio turno era d’obbligo.

Ero innamorata del mio lavoro, essere partecipe del miracolo della vita era una sensazione che mi dava talmente tanta adrenalina e mi faceva sentire in pace con il mondo. Durante l’ultimo anno di università, grazie all’ampio impegno profuso e agli ottimi risultati nello studio, sono stata scelta per affiancare un ginecologo di una rinomata clinica della mia città che si occupa di fecondazione assistita, gli ho fatto da assistente per quasi due anni. Ho visto i risultati di tante terapie, belle e brutte, per carità giuste o sbagliate, in medicina succede anche questo, ho visto il vuoto delle istituzioni e la burocrazia che la fa da padrone in certe situazioni. Ho accolto le lacrime e gli sfoghi di donne, mancate madri che si maledicevano e si arrendevano come formiche schiacciate da un bambino pestifero, ma ho visto anche uomini che portavano il peso delle loro compagne con una dedizione e una serenità invidiabile, le incoraggiavano, le sostenevano a tal punto che in certe situazioni non riuscivo a capire se era una forma di accanimento o soltanto il desiderio essere genitori.

Ci sono state tante terapie andate a buon fine e abbiamo avuto tanti parti, uno più di tutti lo porto nel cuore… una docente universitaria, oltre i quaranta, una bellissima donna in piena carriera, sposata con un funzionario di un ente pubblico, è venuta a visita in studio perché dopo due anni di rapporti non aveva mai avuto gravidanze… prima visita, tutto nella norma, procediamo come di consueto e le presciviamo delle analisi più specifiche, come di prassi il dottore le lascia i nostri recapiti con le indicazioni sulle prossime “mosse” da fare. Dopo nemmeno tre settimane la signora mi contatta personalmente in studio, le fisso un appuntamento per il giorno dopo e miracolo dei miracoli era stupendamente incinta! La bellissima Maria Laura è nata sana e paffutella dopo 41 settimane con un bellissimo parto e un travaglio sereno!

Ho seguito personalmente molti casi perché mi occupavo del counseling della coppia, del primo approccio al piano terapeutico e dell’ iter diagnostico della coppia. La cosa che non sopportavo fare di tutto questo erano le sedute operatorie di laparoscopia…non le sopportavo, mi facevano sentire inutile come professionista perché era solo un atto medico-chirurgico, io passavo le ore a tenere di divaricatore con l’isterometro inserito per consentire la guida all’intervento. La odiavo…

Poi un giorno, così per caso, la mia vita sentimentale fino ad allora normale e serena ha subito uno scossone tremendo e dopo quattro anni di fidanzamento mi sono ritrovata sola.

Ho mollato tutto perché era diventato insostenibile andare avanti nella mia città, ero diventata scontrosa e ogni parto che vedevo non mi dava più la stessa gioia, presa dalla situazione e dal bisogno impellente di scappare letteralmente via da tutto il mio passato ho fatto domanda per la carriera iniziale da volontario nell’Esercito, era il 2005, destinazione un Reggimento alpino in provincia di Bolzano! Sono partita per questa nuova esperienza con la gioia di chi dopo aver scalato una vetta si trova davanti un panorama mozzafiato. E’ stato un po’ strano all’inizio: tutti mi chiedevano spiegazioni perchè ovviamente per un’ ostetrica un lavoro in clinica era molto più “normale”, piuttosto che coccolare i bambini e le loro mamme io mi ero votata a pulire fucili, andare in marcia su per le montagne e andare a sparare ai poligoni, diciamo pure che me le sono cercate le domande strane! Tutto era tranquillo, non avevo grossi fastidi, anzi negli anni facendo più sport i dolori sembravano migliorati, prendevo la pillola, i miei controlli li avevo fatti ed ero sana come un pesce! Poi un giorno, al rientro da un servizio di guardia, sono dovuta andare in ospedale perché avevo dolori e fastidi talmente forti che non riuscivo letteralmente a respirare. Alla visita medica mi dicono che non è niente, probabilmente una colite. Torno a casa e continuo a stare male e vado avanti con gli antiinfiammatori e antispastici per circa tre mesi. Conoscendo la materia, ho ripreso i libri tra le mani e mi sono fatta due calcoli, insospettita da ciò che sentivo ho fatto una visita ginecologica in ospedale, qui in Alto Adige, ma nessuno si era accorto di niente, non contenta e purtroppo sempre più convinta della mia autodiagnosi, ho ripreso i contatti con il ginecologo di Avellino che sin dalla prima visita, tramite una semplice ecografia mi ha diagnosticato un’ endometriosi.

Ero in programmazione per un primo intervento valutativo ma un giorno mentre ero in caserma mi sono sentita male e mi sono risvegliata in ospedale, sempre qui in Alto Adige. Diagnosi: rottura di un endometrioma di 8 cm con versamento peritoneale. Primo intervento Gennaio 2008. Mi sono ripresa, ero speranzosa, avevo fiducia e tutto andava alla grande, sono stata impiegata in servizi in territorio nazionale e in una missione di pace in Kosovo per un periodo di sei mesi, ero felice e stavo bene, certo ogni tanto avevo dei fastidi ma era normale. Nel frattempo mi sono ricostruita una vita, ho un uomo stupendo al mio fianco che mi sostiene e mi coccola come se fossi una gemma preziosa… ma è successo di nuovo…ancora dolori, vado in ospedale nel periodo di Natale e ho avuto la conferma ai miei sospetti, la malattia era di nuovo lì che campeggiava fiera, si nutriva e cresceva dentro il mio amato pancino. Un altro intervento il 30 dicembre 2009.

La rabbia che mi porto dentro la tengo ben nascosta, non posso permettermi di sfogare le mie paure e i miei dubbi, con il lavoro che faccio sarebbe impossibile dire una cosa del genere, i miei genitori sanno quel poco che devono sapere, mentre al mio compagno mi sono sentita in dovere di dargli delle spiegazioni, per correttezza nei confronti dei suoi sentimenti. La materia, non per presunzione, la conosco bene, l’ho studiata come esperta del settore e come donna la sto provando sulla mia pelle e hai proprio ragione tu, quando si sentono fatti di cronaca che riguardano abbandoni, omicidi e atrocità sui minori la rabbia è tanta e fa davvero male dentro.

Cara Veronica sono tanto delusa, io non smetto di sorridere, avere fiducia e credere nel mio futuro da mamma, ma a volte proprio non ce la faccio… Dovrei prenotare il controllo da fare a luglio ma sono spaventata e non so cosa aspettarmi.

Ti abbraccio e ti ringrazio per aver ascoltato questo lunghissimo sfogo.
Marisa

La tua testimonianza Marisa sembra la sceneggiatura di un film. Hai solo 27 anni e ha già la vita così piena e ricca di esperienze.
Tante donne con endometriosi fanno le ostetriche o le insegnanti di scuole materne. Alcune la vivono come una condanna altre come una consolazione, una possibilità alternativa per convergere il proprio istinto materno.
Nel tuo caso, ti sei scelta un mestiere che va a soffocare per certi versi il tuo essere donna. Indossi la tua divisa e con lei un velo di durezza, perchè è questo che la gente si aspetta da te.
Però mi sento di dirti che a 27 anni la tua vita è ancora tutta da scrivere. Prenota il tuo controllo di luglio con serenità, hai l’età che gioca a tuo favore. Cerca di capire bene quale sia la situazione, se hai le tube libere, se la tua endometriosi dorme. Dopo di chè saprai come procedere. Le strade ci sono tutte. Devi solo capire quale prendere … e per una abituata a marciare in montagna … che sarà mai un po’ di salita?
Spero di restare in contatto con te … e vorrei chiederti di tenergi aggiornate e di farci sapere a luglio come sarà andata la visita. Noi siamo tutte qui a fare il tifo per te, piccola grande donna!
Vero

6 pensieri su “448) Storia di Marisa di Bolzano”

  1. Cara Marisa,
    mi sento così vicina a te… Veronica mi conosce già, sono anch’io una “guerriera”! La prima volta che mi sono confrontata con lei, mi ero proprio presentata così! Sono una maschiaccia, sono un’ingegnere, vado in mountain bike ad infangarmi su per salite impossibili… I miei amici per prendermi in giro mi chiamano “ispanica” e io sono quella sempre col sorriso sulle labbra, sempre senza problemi, sempre allegra e serena…
    E invece anch’io soffro di endometriosi! Con una storia simile a molte altre, ospedali, dolori, esami, consapevolezza…e non ultimo la ricerca di un figlio che per il momento non viene!
    Ciò che vorrei dirti è che io, sempre col sorriso sulle labbra, ma non ho voluto nascondere i miei problemi. E’ una scelta molto personale, ma io ho optato per questa: io non sono i miei problemi! Ma purtroppo devo convivere con loro… E allora non vedo perchè non parlarne e non alleggerire il nostro peso con qualcuno che ci vuole bene. Qualcuno capisce, qualcuno meno…ma comunque per me è stata una scelta che si è rivelata positiva.
    Fatti forza piccola guerriera! Vedrai che ci sono mille possibilità per stare meglio, per andare avanti con serenità, per superare!
    I miei compagni di bici ti direbbero… “forza e onore!!”

  2. Marisa, ho letto la tua storia qualche giorno fa in ufficio e mi sono sentita così stordita! Ad un certo punto della lettura sono dovuta tornare indietro per controllare quale fosse la tua età: ero convinta di ricordarmi male, trovando impossibile che, a 27 anni, tu avessi dovuto vivere “così tanto”. Poi mi sono fermata un attimo e mi sono chiesta : “ma non è che sto leggendo le anticipazioni di Army Wives su wikipedia”?!? Mi sono resa conto che stavo leggendo nel modo giusto..che storia la tua storia..
    Un grande in bocca al lupo per la tua visita e per la tua vita. Non esserne spaventata: sappi che ci sarà sempre qualcuno ad ascoltarti e a capirti!

  3. Ciao Marisa,
    sono Daniela, anche io di bz e anche io con endometriosi dal 2005. Io sono seguita da Engl all’Ospedale di Brunico. Tu dove sei seguita?
    un abbraccio forte, Dani

  4. Mi scuso per il ritardo con cui rispondo. Il mio ginecologo è il Dott. Cristofaro De Stefano di Avellino, anche se sono stata operata 2 volte a Merano dall’equipe del primario del reparto di ginecologia.

    Ne appofitto per dare un bella notizia.. il mio incubo al momento sembra finito… spero che per tante altre questo natale porti la stessa sorpresa! con immenso affetto Marisa

  5. ciao ragazze , ciao Marisa avrei bisogno del tel del dottor de stefano …mi aiutate , studio privato se possibile …non si puo’ attendere troppo le lunghe liste di attesa

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